Roma in strada: rincara il prezzo del biglietto dell’autobus? Tutti in bici
di Stefania Manservigi
Roma si sveglia all’alba di un week end di fuoco. A tenere banco nella capitale, infatti, sono state diverse manifestazioni avvenute nel fine settimana appena trascorso, tutte rivolte ad esternare il malcontento dei cittadini romani nei confronti dell’amministrazione Alemanno. A essere messa sotto accusa, in particolar modo, è la gestione della mobilità della capitale. Venerdì 25 maggio, infatti, sono entrate in vigore le nuove tariffe applicabili sul trasporto pubblico gestito dall’Atac. Era da un po’ ormai che si ventilava l’ipotesi nella capitale di rincari inerenti al prezzo del biglietto, rincari ora divenuti realtà. La tariffa è aumentata del 50% rispetto a quella precedente, e il costo del biglietto integrato a tempo, quindi, è passato da un euro a un euro e cinquanta.
Aumento del prezzo di non poco rilievo, soprattutto per una città che dovrebbe incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici che, invece, sembra in questo modo uscirne scoraggiato. Scelta inevitabile, a detta del contestatissimo sindaco Alemanno. Ecco le parole, infatti, del numero uno della capitale, a difesa del suo provvedimento: ”In tutta Italia e’ aumentato il biglietto dell’autobus, e’ aumentato anche a Milano. Non è una vergogna è un fatto di sostenibilità dei costi. Chi fa l’abbonamento non avrà aumenti”. E ancora: ”Abbiamo avuto un taglio di 120 milioni di euro sul trasporto pubblico locale su gomma”.
Sarà, eppure i cittadini romani sembrano non pensarla come il loro sindaco. A testimoniarlo è stata la reazione alla notizia dell’entrata in vigore del nuovo piano tariffario. L’invito al boicottaggio del pagamento del ticket urbano è iniziato sul web (dove hanno iniziato a proliferare diversi siti e blog riportanti consigli su sistemi alternativi all’acquisto del tagliando di viaggio), e si è riversata poi sulle piazze. Il primo blitz si è verificato nella stazione metro Subaugusta, dove alcuni attivisti dell’Acab (Attivi Contro l’Aumento del Biglietto) hanno sigillato con del silicone le obliteratrici adoperandosi ad aprire varchi di emergenza per fare passare le persone gratis. Dalla stazione metro Subaugusta si è passati poi alla stazione Lido nord di Ostia, dove studenti e precari e precari hanno aperto le porte antipanico per fare passare gratuitamente i passeggeri.
L’Atac, azienda del trasporto pubblico capitolino, non è rimasta, però, a guardare, e ha presentato una denuncia alla Procura della Repubblica contro chi incita a non pagare il biglietto. Per Alemanno, comunque, il malcontento sarebbe confinato entro la cerchia di pochi teppisti che fanno del caos il loro modus operandi, mentre i cittadini romani avrebbero capito la necessità del provvedimento. I numeri e i fatti, però, remano contro il sindaco capitolino. Circa il 93% dell’utenza romana, infatti, sarebbe insoddisfatta del servizio offerto dall’Atac che tra scandali, parentopoli e inefficienze, resta uno dei maggiori bersagli del malcontento popolare. Inoltre, ciò che rende inaccettabile la scelta dell’aumento dei prezzi è che al rincaro non corrisponda un miglioramento del servizio. Ed ecco quindi che l’indignazione si è spostata di fronte alla sede dell’Atac in via Prenestina dove il corteo ha intralciato la circolazione di tram e autobus.
Sabato 26 e domenica 27 maggio sono andate in onda altre manifestazioni, tutte rivolte a un unico obiettivo: sensibilizzare l’opinione pubblica e chi di competenza alla necessità della costruzione di piste ciclabili per la realizzazione di una città più a misura d’uomo. Il fiume colorato di biciclette ha invaso così nella giornata di sabato le strade della capitale, senza un itinerario preciso, mandando in tilt il traffico in diversi punti della città. Alle ore 18.45 il corteo di ciclisti ha bloccato per circa una ventina di minuti la circolazione di mezzi pubblici e automobili nei pressi della stazione Termini. L’appuntamento è poi stato replicato nella giornata di domenica dove da Piramide i manifestanti si sono diretti verso Ostia, percorrendo l’unica strada percorribile per arrivare al mare: la Cristoforo Colombo. A dimostrazione che forse la costruzione della pista ciclabile che colleghi il centro al mare, sarebbe un’operazione utile e gradita.
Mentre, quindi, la popolazione manifesta contro le nuove linee economico-politiche del trasporto cittadino, un’altra parte di popolazione dimostra che è possibile riprendersi le strade in modo pacifico e, perché no, spensierato. Una cosa è certa: i cittadini romani sono delusi e arrabbiati. E Alemanno, forse, a questo punto dovrebbe riflettere.













