Pubblicato il: sab, mag 12th, 2012

Luis Enrique lascia la Roma

di Gianluca Valotti

Luis Enrique

Luis Enrique ha annunciato che, dopo la partita col Cesena che sancirà la fine del campionato e della stagione, lascerà la Roma, club allenato una sola annata.

Il tecnico spagnolo è giunto nella capitale la scorsa estate, dopo aver allenato per tre stagioni con ottimi risultati e un gioco invidiabile il Barcellona B, squadra giovanile del Barca dei vari Xavi, Iniesta, Messi. La nuova dirigenza romanista, acquistata dal multimilionario statunitense Di Benedetto, gestita a livello dirigenziale dagli esperti dirigenti Baldini e Sabatini, si interessò a Enrique, intravedendo in lui le giuste qualità, caratteristiche per rilanciare la Roma nelle posizioni alte, con un progetto impostato sul futuro, pensato per far crescere fino a diventare campioni alcuni giovani di talento.

Nella sua prima ed ultima, almeno per il momento, stagione giallorossa, ha adottato una tattica, schemi di gioco offensivi, impostati molto sull’attacco e poco sulla fase difensiva. Ha dato spazio ai giovani fin dal primo giorno, nonostante le numerose critiche per l’eliminazione romanista ai preliminari di Europa League; nelle due partite di qualificazione schierò dei giocatori considerati inesperti, escludendo quelli che erano parte delle ultime annate giallorosse o, come nel caso di Totti, della storia del club. Un inizio non promettente, a cui si sono aggiunti mesi di campionato difficili. Fin quando, sul finire del girone d’andata, quando l’asturiano sembrava vicino all’esonero (più volte smentito dal club), sono arrivati risultati positivi, inaspettati, che hanno fatto intravedere buone cose nella costruzione del progetto giovanile targato Luis Enrique. Prima la ripresa, una continua risalita in classifica avvicinandosi alle prime posizioni; poi la ricaduta ed un proseguimento fatto di alti e bassi, un buon gioco spesso non produttivo, giovani dalle speranze non sempre continui. Un sali e scendi, che non permetterà alla Roma, di giocare in Europa il prossimo anno. Ma per l’annata 2012/2013 bisogna scegliere il nuovo allenatore, il sostituto dello spagnolo convinto ad andarsene, senza la minima intenzione di cambiar decisione.

Un’altra immagine dell’allenatore

Luis Enrique lascia l’Italia, divide il pubblico calcistico. C’è chi ritiene abbia svolto un ottimo lavoro mostrando coraggio e disinvoltura nel dar fiducia ai giovani, impostando tattiche offensive in una stagione per lo più difensivista: cose rare a vedersi nel campionato italiano. E ci sono quelli che lo criticano, considerandolo un confusionario: i punti acquisiti sono troppo pochi, le partite perse tante, troppe per considerarlo valido in un ambiente così competitivo, ostile quanto il calcio del Bel Paese. Luis Enrique ha diviso, fatto parlare di sé, lasciato ricordi che fanno e faranno sempre parte per tante annate, di questo sport da non scordare. Tra i possibili successori il favorito è Montella, attuale mister del Catania.

Ma questa è un’altra storia. Adiòs Luis Enrique.

  • fabio

    Informati meglio prima di scrivere cose non vere!
    La dirigenza ha sempre dato fiducia al tecnico e ha pure proposto il rinnovo del contratto dopo Firenze e nel corso del 2012, ma Luis ha sempre rifiutato. Quindi di esonero non s’è mai parlato. Ha sempre avuto l’appoggio di dirigenti e giocatori, quello dei tifosi è venuto meno nelle ultime partite, dopo Roma-Fiorentina, penultima partita in casa, quindi si puo dire che ha avuto l’appoggio incondizionato di tutti.
    La Roma non è mai stata da prime posizioni, se lo è stata è per demerito degli altri e non di certo per merito suo!, perche ha perso troppe partite (14!!!) per essere considerata da Europa.
    E’ sempre stata discontinua nell’anno e non ha mai prodotto i risultati sperati dopo gli investimenti estivi. Ha avuto una sola e minuscola striscia positiva a dicembre ma che si perde nella vastità dei risultati negativi.
    Doveva solo adattarsi difensivamente perche i gol li ha quasi sempre presi in contropiede. I gol presi a inizio anno sono praticamente identici a quelli di fine stagione.
    Naturalmente le colpe le ha anche la dirigenza che doveva intervenire nel mercato di gennaio perche la Roma aveva bisogno di un difensore centrale, ruolo coperto anche da De Rossi per mancanza di giocatori o per scelta tecnica.
    Roma è una piazza troppo difficile per un allenatore emergente ma Luis c’ha messo anima e corpo e rimarrà sempre nel cuore dei tifosi della Roma per il carisma e per la pazzia che l’ha sempre contraddistinto anche da giocatore.
    Uomo vero in un mondo di falsi. Adios Luis

    • gianluca valotti

      Fabio, prima di commentare leggi attentamente, cerca di capire il significato di ciò che vi è scritto.
      Nell’articolo non ho parlato di sfiducia da parte della dirigenza; hai letto qualcosa di simile per caso?
      Oppure che la società non era intenzionata a rinnovargli il contratto?
      Non aggiungere cose che non ho detto né tantomeno scritto.
      Se uno scrive che più volte si è parlato di esonero senza fare nomi, come fai ad affermare che si riferiva alla dirigenza?
      Quando tra l’altro, ho messo tra parentesi che il licenziamento è stato più volte smentito dal club.
      Inoltre come tutti o quasi gli appassionati di calcio, anch’io ho una mia opinione riguardo il lavoro svolto da Luis Enrique ma, non l’ho espressa nell’articolo, dicendo solamente che c’è chi è pro e chi è contro il tecnico spagnolo; mi sarebbe piaciuto esprimere la mia opinione, renderla pubblica ma questa non è la sezione adatta.
      Qui mi limito a scrivere non schierandomi apertamente: il pubblico deciderà da che parte stare a seconda dei punti di vista.

      Se vuoi sapere come la penso sulla Roma, Luis Enrique e altri argomenti contattatami all’email gianluca.valotti@gmail.com

      PS: La chiarezza prima di tutto.
      Non giudicare in modo affrettato, dicendo che non mi sono informato bene, quando in realtà si è trattata di un’incomprensione.

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