Luis Enrique lascia la Roma
di Gianluca Valotti
Luis Enrique ha annunciato che, dopo la partita col Cesena che sancirà la fine del campionato e della stagione, lascerà la Roma, club allenato una sola annata.
Il tecnico spagnolo è giunto nella capitale la scorsa estate, dopo aver allenato per tre stagioni con ottimi risultati e un gioco invidiabile il Barcellona B, squadra giovanile del Barca dei vari Xavi, Iniesta, Messi. La nuova dirigenza romanista, acquistata dal multimilionario statunitense Di Benedetto, gestita a livello dirigenziale dagli esperti dirigenti Baldini e Sabatini, si interessò a Enrique, intravedendo in lui le giuste qualità, caratteristiche per rilanciare la Roma nelle posizioni alte, con un progetto impostato sul futuro, pensato per far crescere fino a diventare campioni alcuni giovani di talento.
Nella sua prima ed ultima, almeno per il momento, stagione giallorossa, ha adottato una tattica, schemi di gioco offensivi, impostati molto sull’attacco e poco sulla fase difensiva. Ha dato spazio ai giovani fin dal primo giorno, nonostante le numerose critiche per l’eliminazione romanista ai preliminari di Europa League; nelle due partite di qualificazione schierò dei giocatori considerati inesperti, escludendo quelli che erano parte delle ultime annate giallorosse o, come nel caso di Totti, della storia del club. Un inizio non promettente, a cui si sono aggiunti mesi di campionato difficili. Fin quando, sul finire del girone d’andata, quando l’asturiano sembrava vicino all’esonero (più volte smentito dal club), sono arrivati risultati positivi, inaspettati, che hanno fatto intravedere buone cose nella costruzione del progetto giovanile targato Luis Enrique. Prima la ripresa, una continua risalita in classifica avvicinandosi alle prime posizioni; poi la ricaduta ed un proseguimento fatto di alti e bassi, un buon gioco spesso non produttivo, giovani dalle speranze non sempre continui. Un sali e scendi, che non permetterà alla Roma, di giocare in Europa il prossimo anno. Ma per l’annata 2012/2013 bisogna scegliere il nuovo allenatore, il sostituto dello spagnolo convinto ad andarsene, senza la minima intenzione di cambiar decisione.
Luis Enrique lascia l’Italia, divide il pubblico calcistico. C’è chi ritiene abbia svolto un ottimo lavoro mostrando coraggio e disinvoltura nel dar fiducia ai giovani, impostando tattiche offensive in una stagione per lo più difensivista: cose rare a vedersi nel campionato italiano. E ci sono quelli che lo criticano, considerandolo un confusionario: i punti acquisiti sono troppo pochi, le partite perse tante, troppe per considerarlo valido in un ambiente così competitivo, ostile quanto il calcio del Bel Paese. Luis Enrique ha diviso, fatto parlare di sé, lasciato ricordi che fanno e faranno sempre parte per tante annate, di questo sport da non scordare. Tra i possibili successori il favorito è Montella, attuale mister del Catania.
Ma questa è un’altra storia. Adiòs Luis Enrique.













