Pubblicato il: sab, mag 12th, 2012

Il Comune di Nichelino dona la cittadinanza onoraria a 450 bambini figli di immigrati. Un forte messaggio contro una norma non più attuale

di Gerardo Canteri

Il sindaco di Nichelino Giuseppe Catizone

Risale proprio a pochi giorni fa la notizia della simbolica iniziativa del Sindaco di Nichelino, comune piemontese alle porte di Torino. Il primo cittadino Giuseppe Catizone, PD, in occasione della festa dell’integrazione, ha voluto donare la cittadinanza onoraria a 450 bambini nati a Nichelino da genitori stranieri. Si tratta solo di cittadinanza onoraria perchè, come è noto, in Italia il diritto di cittadinanza è ancora legato allo ius sanguinis e non allo ius soli.

L’ultima legge sulla cittadinanza è la legge 91, che risale al 1992 ed è basata appunto sul diritto di sangue. Dunque lo status giuridico dei figli degli immigrati dipende direttamente dalla condizione dei genitori. Se i genitori acquisiscono la cittadinanza, essa si trasmette ai figli. Ma non è previsto il diritto che si acquisisce per nascita sul suolo italiano. Attualmente, in Italia, i minorenni nati da genitori stranieri sono circa un milione, di cui la maggior parte hanno visto la luce nelle strutture del sistema sanitario nazionale. Addirittura negli Stati Uniti, che possono essere indicati come una delle nazioni con uno spirito di maggiore diffidenza nell’integrazione, chi nasce sul suolo nazionale è automaticamente cittadino americano.

Per alcuni la legge 91 del 1992 è vecchia e anacronistica. Celebri i diversi appelli lanciati dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, accompagnati da una serie di iniziative promosse da volti noti, come la Rete G2. Tale organizzazione, chiamata anche Seconda Generazione è un’associazione nazionale apartitica fondata da figli di immigrati nati e cresciuti sul suolo italiano. I membri di questa organizzazione ci tengono a far notare che effettivamente loro non possono essere chiamati immigrati, in quanto tale attribuzione dovrebbe stare a significare un loro spostamento dal paese di nascita, mentre loro sono nati in Italia. La Rete G2 ha lanciato da diverse settimane una campagna per la presentazione di una norma che permetta l’attribuzione della cittadinanza per via ius soli, oltre che ad una norma che permetta il diritto di voto a chiunque abbia ottenuto la residenza da almeno 5 anni, come già avviene per esempio in Germania, in Regno Unito ed in Francia.

Anche la Chiesa Cattolica, seppur non con coesione, attraverso il presidente della Conferenza Episcopale Italiana Angelo Bagnasco, ha rivolto alcuni appelli al Parlamento italiano per una riforma della legge 91.

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Nel frattempo l’atto simbolico del comune di Nichelino fa notizia. A commentare l’iniziativa è stato proprio il Presidente Napolitano, il quale ha ritenuto opportuno ricordare che «tale atto può rappresentare un prezioso contributo alla sensibilizzazione sul tema, e può essere un importante stimolo per una seria riflessione parlamentare. Un’iniziativa», ha aggiunto il Presidente della Repubblica, «che coglie e comprende il disagio di tutti quei giovani che, nati e cresciuti nel nostro Paese, rimangono troppo a lungo legalmente stranieri, nonostante siano, e si sentano, italiani nella vita quotidiana».

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