Pubblicato il: mar, mag 8th, 2012

Gambizzato Ad di Ansaldo. Timore di un possibile ritorno del terrorismo rosso

Di Stefania Manservigi

Roberto Adinolfi

Ieri mattina l’amministratore delegato dell’Ansaldo nucleare, Roberto Adinolfi, è stato vittima di un agguato ad opera di due sconosciuti. Il dirigente si trovava in via Montello, quartiere Marassi, a Genova quando, seguito da due uomini, è stato colpito da un colpo di pistola alla gamba.

L’uomo è stato ricoverato immediatamente all’ospedale di San Martino dove è stato operato e gli è stata ridotta la frattura alla gamba. Le sue condizioni non sono gravi, e Adinolfi si troverebbe in camera iperbarica solamente a scopo precauzionale.

“Sono uscito di casa, li ho visti fermi sullo scooter. Hanno attirato la mia attenzione, ma non più di tanto. Li ho superati. Mi hanno seguito e mi hanno sparato. Avevano il casco”; queste le prime dichiarazioni dell’uomo, rilasciate a un medico. Proprio il casco avrebbe impedito all’uomo, infatti, di riconoscere i suoi aggressori.

I carabinieri del nucleo operativo di Genova, intanto, hanno rinvenuto la moto usata dagli aggressori che risulta essere rubata. La procura di Genova ha aperto un fascicolo, per ora contro ignoti, per lesioni personali aggravate. Le indagini sono state affidate dal procuratore Michele Di Lecce all’aggiunto Nicola Piacente e al sostituto Silvio Franz del gruppo che si occupa di terrorismo.

La dinamica dell’attentato, infatti, riporterebbe alla memoria, e creerebbe un nesso simbolico, ad uno dei primi attentati messo in pratica dalle Brigate Rosse. Uno dei primi attentati, guarda caso, posto in essere proprio contro l’Ansaldo negli anni 70. Semplice coincidenza?

Per ora la pista terroristica resta quella più accreditata, mentre è esclusa quella concernente a possibili motivazioni personali. Le indagini, infatti, al momento sarebbero concentrate negli ambienti estremisti e dell’ultrasinistra.

Il luogo dell’agguato

Secondo l’a.d. di Finmeccanica Giuseppe Orsi l’aggressione ad Adinolfi, se fosse confermata la matrice eversiva, sarebbe un “segnale allarmante da non sottovalutare”. Orsi, come si legge nella nota di solidarietà alla vittima, prosegue: “L’attentato al vertice di una azienda ad alto contenuto tecnologico come Ansaldo Nucleare, al di là del dibattito sulle opzioni energetiche del Paese, comporta un insidioso atteggiamento di dissociazione dalla comune esigenza di modernizzazione e di crescita economica e sociale, che può anche alimentarsi nelle spesso strumentali polemiche rivolte ad un gruppo industriale, come Finmeccanica, su cui fanno leva le residue speranze italiane di giocare un ruolo primario sui mercati mondiali negli strategici settori produttivi delle tecnologie avanzate”.

Preoccupazione è stata manifestata invece dal Ministro dell’Interno al cui appello all’attenzione si aggiunge quello del Ministro del Lavoro, Elsa Fornero, che dichiara: “Sono cose che non si commentano.” Categorico Bersani, che ammonisce la politica e lancia l’allarme: “Si tenga alta la guardia della democrazia.“. Anche Alfano interviene sull’argomento: “Quanto accaduto a Genova, ai danni dell’amministratore delegato di Ansaldo, Roberto Adinolfi, è il gravissimo sintomo di un clima saturo di tensioni sociali che rischiano di inquinare la storia di civiltà che ci siamo conquistati, lasciandoci alle spalle periodi bui e mai dimenticati”.

E il punto, al di là di quello che emergerà dalle indagini, sembra essere proprio questo: l’Italia sembra essere diventata una macchina a pressione pronta a scoppiare.

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