Pubblicato il: ven, mag 4th, 2012

Dall’incubo al sogno Nfl

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di Gianluca Valotti

Eric LeGrand

Eric LeGrand è passato dall’incubo al sogno Nfl.

E’ paralizzato dal collo in giù, dopo uno scontro di gioco del 16 ottobre 2010, quando da difensive tackle di Rutgers si trovò di fronte Malcolm Brown, kick returner di Army.

Da quel giorno sono passati 19 mesi, Le grand era al terzo anno di college e sognava un futuro tra i professionisti.

Quella partita ha segnato la sua vita, l’ha complicata, cambiata da un momento all’altro: proprio il football, la sua più grande passione, il fattore che più di altri lo rendeva felice ed entusiasta, gli si è scagliato contro.

Eric ha perso l’uso delle gambe, ma non la forza di volontà e la speranza di raggiungere i suoi sogni.

Incredibilmente, in modo più che inaspettato è arrivata la chiamata tanto desiderata: voluto dai Tampa Bay Buccaneers, team per il quale ha firmato un contratto, diventa un giocatore professionista.

E’ inserito nel roster allargato a 90 giocatori di cui le squadre Nfl dispongono tra una stagione e l’altra. Comunque sia la sua firma ha un valore che va ben oltre il professionismo e lo sport, potrebbe essere definita la firma della vita.

Presumibilmente, non permetterà a Eric di tornare a camminare, correre ma assume un valore simbolico, morale grandioso.

A dimostrazione che, anche negli sport di oggi con un business elevato, fonte di litigi e contratti firmati oppure sciolti, è possibile trovare storie vere, profonde.

Questa vittoria che, proviene dal mondo sportivo è frutto della motivazione di Le Grand: mai disposto a mollare, lasciarsi andare e diventare vittima degli eventi.

Dopo l’incidente gli fu detto che avrebbe passato l’intera vita attaccata a un respiratore: riuscì a sbarazzarsene in sole cinque settimane.

Gli fu inoltre ripetuto che non avrebbe più camminato, ma egli continua a crederci ed inizia così la riabilitazione.

Un sentito ringraziamento per aver reso possibile questo sogno, va fatto al club Tampa Bay Buccaneers e a coach Greg Schiano.

L’attuale tecnico della squadra ha allenato Eric per tre anni ed ha passato tante notti accanto a lui da quel sfortunato dì d’ottobre.

Ha affermato di aver pensato molto a Eric negli ultimi giorni, sostenendo che questo piccolo gesto fosse il minimo che si potesse fare.

Un piccolo gesto d’insegnamento, d’esempio per tutti.

Ci insegna che basterebbero tanti piccoli gesti per migliorare la vita di molti, tramutare incubi in sogni, restituire molto a chi ha perso tanto.

Ridare gioia, emozioni a non finire.

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