Pubblicato il: gio, mag 3rd, 2012

Il difficile rapporto tra Russia e Diritti Umani: la nuova legge che promuove l’omofobia

Di Leonardo Sartori

Uno dei primi violatori della norma

I legislatori russi si stanno sbizzarrendo con l’adozione di misure pesanti contro una minoranza dei loro abitanti. Il delitto di quest’ultimi? Fare propaganda di omosessualità e pedofilia tra i minorenni, deplorevoli mode occidentali che vanno contro i veri valori della società russa. La recente notizia arriva dal RIA Novosti, la più grande agenzia di stampa di Mosca. La legge che “finalmente porterà giustizia” alla grande morale pubblica si sta promulgando in diverse regioni del paese, anche se la chiesa ortodossa ritiene necessario un’estensione di tale legge all’intero territorio nazionale. San Pietroburgo è una delle ultime regioni ad aver adottato, dopo una terza lettura, questa misura miracolosa per la salute delle nuove generazioni, minacciate da gruppi di pervertiti in continua espansione; perché secondo la morale pubblica russa è così, omosessualità e pedofilia sono due concetti consequenziali. La norma prevede una multa che oscilla tra i 128 euro che pagheranno i cattivi cittadini, fino ai 25.000 euro per le imprese disobbedienti.

Forse nel 2012, mentre molti paesi si stanno mobilitando per l’approvazione di misure che possano sconfiggere comportamenti omofobi e di violenza, alcuni apparati legislativi russi, insieme alla chiesa ortodossa, credono sia più opportuno dare via libera ai grandi protettori dell’etica russa, a coloro che la preservano attraverso crimini d’odio che vanno contro i diritti umani.

Ebbene l’arcidiacono della chiesa ortodossa russa Andréi Kuráiev vuole chiarire la questione nel mezzo di polemiche e preoccupazioni internazionali, come quelle della Segretaria di Stato Hillary Clinton o del Consiglio d’Europa, intendendo illuminarci dando una sua personale interpretazione sul significato di “scelta democratica”; sostiene, infatti, che “se viviamo in un paese democratico, è quindi naturale che l’opinione della maggioranza si debba rispettare”. A queste affermazioni Freedom House, una ONG che conduce ricerche riguardo il livello di democrazia di un paese, potrebbe mettere in discussione il fatto che l’arcidiacono viva in un paese democratico, poiché, secondo il suo ultimo rapporto, la Federazione Russa è considerata un paese non libero, e i brogli nelle elezioni legislative del 2011 lo hanno dimostrato. E’ plausibile che al signor arcidiacono non sia chiaro che il compito della democrazia è occuparsi delle minoranze, evitare che queste possano essere discriminate o essere messe in pericolo da gruppi che fomentano l’odio. Lo Stato, inoltre, ha il compito di creare diritto positivo affinché i principi democratici di protezione dei diritti umani siano effettivi, soprattutto nei confronti dei cittadini più deboli quali sono i minori, che spesso e (non)volentieri soffrono psicologicamente (e fisicamente) degli attacchi verbali e fisici dei loro coetanei, conducendoli poi a comportamenti di automutilazione o suicidio.

Vitali Milónov, l’autore del progetto di legge di San Pietroburgo e membro del partito Russia Unita di Putin, non ha alcun diritto di parlare di morale ed etica; sono scuse che appartengono al bigottismo e alle istituzioni ecclesiastiche, che selezionano accuratamente l’interpretazione e il contenuto dei testi sacri.

Cittadini russi protestano contro la nuova norma

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha smesso di considerare l’omosessualità come una malattia o problema di salute più di vent’anni fa, nel maggio 1990, così come altre organizzazioni sanitarie nazionali. Non solo, l’orientamento sessuale non può più essere causa di discriminazione secondo la grande maggior parte, se non la totalità, delle Organizzazioni Internazionali, vedi la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani delle Nazioni Unite o la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo del Consiglio d’Europa, del quale la Federazione Russa ne è Stato membro. Di fatto, la Corte Europea dei Diritti Umani dovrà esprimersi a breve riguardo alla domanda presentata dall’attivista Irina Fedotova su una legge simile promulgata in un’altra regione russa; un risultato positivo da questa sentenza sarebbe di grande importanza per la minoranza russa, ma sarebbe soprattutto un trofeo per l’uguaglianza e la non discriminazione in un paese che, ahimè, è ancora troppo lontano dalla perfezione democratica.

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