Pubblicato il: mer, apr 4th, 2012

L'intolleranza non si può tollerare

di Francesco Pirillo

L’ English Defence League (EDL) è tornata a manifestare in piazza e lo ha fatto domenica 31 marzo presso la città di Aarhus, in Danimarca. L’organizzazione inglese, nata nel 2009, ha come scopo quello di difendere le radici culturali e nazionali opponendosi alla diffusione dell’Islam, soprattutto quello estremista, e della sua legge, la Sharia. Il movimento ha scelto la location danese per il secondo raduno europeo e di certo non è stato un successo. Il numero totale di persone si aggira intorno a 150-200, su circa un migliaio che gli organizzatori si aspettavano. Un appuntamento per intimi direbbe qualcuno, dando quasi un tocco sacro all’occasione, ma per fortuna l’intimità non è di casa loro e di conseguenza la manifestazione è stato un buco nell’acqua.

La cittadina danese, col porto più grande del paese, e gli pseudo-partecipanti accorsi da altre parti d’Europa sembrano non aver preso sul serio il clinic per la costruzione di una fantomatica e inimmaginabile European Defence League. Ad accogliere il piccolo gruppo di manifestanti c’erano polizia in assetto antisommossa e circa 4 mila militanti antifascisti, loro sì accorsi da tutta la Danimarca e non solo. L’intolleranza non gli sta a cuore e per questo son giunti numerosi.

Il movimento che si definisce pacifista e chiuso verso neo-nazisti e chiunque volesse combattere l’estremismo con altro estremismo, non di rado annovera tra le sue manifestazioni arresti, disordini e violenze. Domenica gli arrestati totali sono stati 80 per il lancio di bottiglie e sassi tra le opposte frange. Anche nel 2010 ad Amsterdam, per la prima trasferta europea del movimento, si erano verificati incidenti con gli antifascisti olandesi. E gli scontri non sono mancati neanche nella manifestazione a Londra dello scorso settembre. Era stata vietata la loro marcia, ma loro hanno preferito farla lo stesso e gli arrestati sono stati circa sessanta. In quella occasione protestavano contro il sindaco del quartiere di Tower Hamlets, islamico e definito “fondamentalista” per non essersi interessato di alcuni episodi di antisemitismo e omofobia nei confronti di alcuni ebrei ed omosessuali nella zona commessi da giovani islamici.

La loro posizione anti-musulmana è esplicitata anche dall’ideologico e spassionato avvicinamento e coinvolgimento con Israele e con gli ebrei europei, tendenti alla difesa di un’Europa libera dall’Islam e dalla paura sociale che può generare tale cultura quando esercita forme terroristiche.

E’ assolutamente doveroso pensare quanto il terrorismo sia pauroso e pericoloso -ed infame- qualsiasi sia il suo colore politico ed ideologico e i suoi scopi. La definizione ci trascina inesorabilmente alla strage di Oslo di questa estate, dove a causare paura e morte è stato un fondamentalista cristiano che voleva salvare l’Europa (come se qualcuno glielo avesse chiesto) dagli islamici e dal Marxismo culturale. Quel che però desta ancora più preoccupazione è come una certa ideologia fortemente nazionalistica ed identitaria sia ancora diffusa in un’ Europa multiculturale. Molti piccoli partiti xenofobi e dichiaratamente di estrema destra stanno prendendo di nuovo piede nelle piccole comunità tedesche e nell’est europeo e con concerti e comizi stanno riproponendo idee arcane di territorialità e intolleranza verso religioni e razze, in difesa della propria cultura. Ovviamente bianca e europea. L’intolleranza dilaga anche e soprattutto per la situazione economica triste, ansiogena, difficile e (si speri) transitoria che sta colpendo il mondo intero, chi più chi meno. La razionalità viene a mancare quando l’uomo se la prende con un altro uomo differente da lui soltanto per religione e colore e il diffondersi di piccole comunità nazionalistiche consente di aumentare il divario, già ampio, per una civile e rispettosa convivenza. In cui siano soprattutto i diritti del singolo essere umano ad essere rispettati.

Non si tratta di retorica e di utopia, bensì di un compito che ognuno di noi deve svolgere per rispettare ciò e soprattutto chi ci è vicino. L’EDL protesta contro la diffusione di una cultura che è solamente altro da sé in termini di concezioni politico-sociali, ma non per questo soggetta ad essere privata del diritto di esistere e di essere seguita. Altresì, ogni cultura deve provvedere a salvaguardare gli usi e costumi che la differenziano dalle altre senza però primeggiare su ciò che è diverso. Il mondo islamico è visto prevalentemente come un sistema di cose e persone dedite alla violenza e al terrorismo e per questo fa paura, senza pensare che all’interno ci sono uomini che affrontano ed abbracciano un credo come al meglio rispecchia il proprio essere. Gli islamici non sono tutti terroristi, per fortuna. Generalizzare e trasformare un qualcosa di estremamente in grande  qualcosa di estremamente piccolo è ciò che ha portato, nei tempi che furono, interi Stati ad adottare ideologie nazionalistiche. Rosse e nere.

Federico Chabod, tra i più grandi storici italiani del Novecento, definiva la Nazione come “senso della singolarità di ogni popolo, rispetto per le sue proprie tradizioni, custodia gelosa delle particolarità del suo carattere nazionale”. Inoltre, l’idea di Nazione proposta da Chabod è affine all’idea della cultura romantica che pone al centro il sentimento, l’emozione, rispetto alla ragione. E quando l’irrazionalità dilaga le cose peggiorano. Figuriamoci la xenofobia.

In un tempo così multiculturale come il nostro, in cui la fusione di culture differenti è entrata nel nostro quotidiano modus vivendi, si pensi ad un Kebab, ad un involtino primavera, ad una spezia come la curcuma e il curry, ad una pashmina o ad una Kefiah, ad un aperitivo con tacos e salsa piccante, al sushi, ad un cous cous, l’intolleranza non può essere più tollerata. E se gli esempi possono sembrare banali, allora è banale la nostra vita o comunque fittizia se si accetta una cultura solo per quel che cucina o produce e non  per quel che è e che fa. Ovviamente la si può giudicare, ma non reprimerla. E’ importante difendere ciò che si sente proprio e che condividiamo con altri nostri simili grazie proprio alla cultura, che è l’insieme di istituzioni e comportamenti mediante il quale si distingue un popolo, ma ciò non può significare affogarne altre e proporre la propria come la migliore. Convivere significa modificare un certo atteggiamento senza però cambiare il proprio essere. Se c’è qualcosa che è diverso da quel che siamo noi, ne dobbiamo prendere atto per accrescere il nostro bagaglio culturale, che se fosse pieno soltanto di nozioni trite e ritrite che non hanno un riscontro oggettivo con un contradditorio non servirebbe a nulla. Ciò non significa sottostare ad una cultura, perché nessuna cultura può essere migliore di un’altra proprio perché assoluta. Perché ogni cultura è fatta di uomini e nessun uomo è meglio di un altro.

La musica spesso dà risposte e anche i suoi interpreti. Bob Marley, nella sua splendida canzone “War” dichiarava che “finché la filosofia che considera una razza superiore e un’altra inferiore non sarà finalmente screditata e riprovata.. il sogno di una pace duratura, la cittadinanza del mondo e le regole della morale internazionale resteranno solo una fuggevole illusione, perseguita e mai conseguita.” 

  • Chiara

    Cinzia Aicha, mi sembra che si dica proprio tutto il contrario in questo articolo. Non puoi negare che ci siano tante persone che a Islam associano terrorismo. L’articolo di Francesco dice proprio tutto il contrario, è contro tutti i pregiudizi e tutte le intolleranze in generale. Non ti sembra di essere tu stessa un po’ intollerante, ad accenderti così per un articolo che invece sostiene le cause delle minoranze? Non ti sembra di voler a tutti i costi trovare qualcosa che non va, o di avere, scusami, un po’ la coda di paglia nel saltare subito su in questo modo? Prima di scaldarti così, leggi bene l’articolo e soprattutto vai oltre le righe.
    Chiara

  • http://giornalismo2012.wordpress.com giornalismo2012

    e poi CHI sta parlando di te ???
    chiaro che il mio discorso è generale stai parlando degli intolleranti ed io parlo degli intolleranti
    tu sei intollerante? non credo
    quindi perché ti offendi ?
    Cinzia Aicha se non si fosse capito

  • http://giornalismo2012.wordpress.com giornalismo2012

    no Franceso sei tu che non hai capito che io ho solo fatto una postilla al tuo articolo …ahahhhh scusami parli di terrorismo Francesco ok , ma sei anche tu che parli di Islam giusto o no????
    dunque parli di terrorismo
    poi parli di Islam
    tu scrivi : GLI ISLAMICI NON SONO TUTTI TERRORISTI
    allora prima di tirare in causA una religione …. se poi NON vuoi che NOI islamici ( si dice musulmani ) stiamo zitti
    NON parlare di noi e noi staremo zitti :-)
    basita sono io
    si sta parlando della religione che amo e si associa al terrorismo
    caro Francesco pensaci prima di basirti

  • Francesco

    Rimango basito di fronte ad un commento del genere, in quanto l’articolo verte sull’intolleranza e non su una religione e/o cultura. Parlo di idea di nazione e delle sue conseguenze. Ho preso spunto da questi tipi abbastanza gretti per diffondere un’idea di unità umana che va oltre la xenofobia. Non ho trattato assolutamente il tema del TERRORISMO ISLAMICO (nell’articolo c’è scritto “Gli islamici non sono tutti terroristi, per fortuna”) quindi non vedo dove tu possa in qualche modo intercedere a favore o sfavore di esso. Ho citato la strage commessa da un fondamentalista cristiano ad Oslo, ma forse neanche questo ti ha aiutato a capire.
    Ridicolo e assurdo, torno a ripetere, è sicuramente il tuo commento perchè forse mentre leggevi hai perso un po’ di attenzione e hai interpretato male. Assolutamente male! Forse parti prevenuta circa il mio modus operandi e mi accusi di conoscere una cultura attraverso i NON facenti parte e, tra le righe, dici che non mi documento e non intendo “acculturarmi” sulla questione. Se avessi giudicato l’Islam il tuo discorso filava, ma dal momento che l’articolo tratta di altro il tuo commento è assolutamente inutile.

    Francesco Pirillo

  • http://giornalismo2012.wordpress.com giornalismo2012

    perché non sottolineare che il terrorismo all’interno del mondo islamico ha meno di venti anni di vita che sono addirittura ridicoli nella storia dell’ umanità che dura da quanti secoli ???

    perché non dire che il mondo islamico ha sopportato colonizzazioni spietate, arroganze inaudite per secoli

    certamente nessun terrorismo può dirsi mai legittimato però è verissimo e sfido chiunque a provarlo che nella storia dell’umanità il terrorismo di matrice islamica è l’ultimo terrorismo dopo tanti altri …. e che oggi solo questo viene amplificato e stigmatizzato in discussioni false e falsificatrici

    noi musulmani siamo davvero stanchi oggi che tanti ignoranti ( i quali nemmeno hanno un briciolo di coscienza nel volersi acculturare) parlano in nome di una religione che non conoscono o meglio vogliono, pretendono di conoscere solo attraverso i non-musulmani oppure i musulmani che sbagliano

    come se il mondo non cattolico volesse parlare del cattolicesimo attraverso le azioni criminali aberranti di tutti i mafiosi che si dichiarano cattolici e dopo aver ammazzato a sangue freddo partecipano al funerale della loro vittima facendo il segno della croce e prendono anche l’eucarestia

    dunque i mafiosi sono da prendere come esempio per dire di conoscere il cattolicesimo ?

    ridicolo e assurdo
    as salam aleikum ( pace su di voi)
    cinzia aicha rodolfi

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