E' morto il partigiano Rosario “Paolo” Bentivegna, pluridecorato combattente per la Libertà

di Oscar Porcelli

Rosario Bentivegna e Carla Capponi in foto dell'epoca

A poco più di tre settimane dal 67° anniversario della Liberazione si spegne a Roma il novantenne partigiano di originie siciliana Rosario  Bentivegna, nome di battaglia Paolo. Attivo già a diciassette anni in attività legate all’antifascismo clandestino, la sua storia di combattente trova riscontro nella radicata vocazione famigliare alla lotta: tra gli altri, Giuseppe Bentivegna, uno dei tre colonnelli di Garibaldi.

Iscrittosi nel 1943 al Partito Comunista Italiano fuorilegge, partecipò, dopo l’8 settembre dello stesso anno alla guerra di Liberazione con azioni nell’Urbe e, successivamente, più a sud nella campagna circostante appena dietro il fronte di Cassino con ruoli di comando, prima dei GAP romani e del CLN della zona Casilina-Prenestina. Una Resistenza internazionalista, la sua: attivo l’anno successivo in terra jugoslava  come comandante dell’Esercito Popolare di Liberazione Jugoslavo e, tra il ’68-’69 all’interno della Resistenza greca durante la dittatura dei Colonnelli sempre come membro del PCI.

Tra le sue partecipazioni più importanti troviamo il famoso episodio del 23 marzo 1944, a cui partecipò anche la futura moglie Carla Capponi, in via Rasella. La rappresaglia per l’uccisione di 33 soldati del SS-Polizeiregiment Bozen portò alla fucilazione di 335 cittadini italiani da parte delle truppe di occupazione, evento passato alla storia con il nome di Fosse Ardeatine. Intorno a questo caso sorse un interesse, per certi aspetti, perverso che in tempi più vicini a noi si tramutò in tentativi di attacco gratuito alla persona di Bentivegna nel tentativo di screditare il suo operato di partigiano, a cui però, se ce ne fosse bisogno, arrise una sentenza della Cassazione del 22 luglio 2009 in cui veniva sancito che l’attentato di via Rasella era da considerarsi un “legittimo atto di guerra contro il nemico occupante”.

Molti dei giudizi sommari sull’evento si sono rivelati privi di fondamento proprio per la leggerezza con cui veniva affrontato il tema e per la cecità con cui si analizzava il periodo storico. Questo accade quando si cerca di adattare la realtà alle proprie tesi e non viceversa, un po’ come odierni Cristoforo Colombo alla ricerca di un mondo che per forza corrisponda alle Sacre scritture.

Rosario Bentivegna

Consci di ciò dovremmo riuscire a cogliere un secondo insegnamento, affinchè una Medaglia d’Argento al Valore Militare nella lotta al nazifascismo non sia scomparsa invano:in questo mondo in crisi si rivela necessario, imparare a leggere con coscienza critica il presente, oggi più di allora evitare l’indifferenza e contribuire attivamente a costruire una prospettiva per una società diversa e migliore. Cosa sarebbe successo se nel momento della necessità le migliaia di donne e di uomini che diedero vita alla Resistenza avessero deciso che fare la storia non era compito loro? La maggior parte delle persone non ha ricevuto medaglie né vi aspirava mentre agiva, ma il contributo di ciascuno e il sacrificio di molti sono stati determinanti per restituire una dignità ai cittadini di questo Paese che non è immune da nuove derive autoritarie del pensiero e dell’agire. A questo proposito un altro partigiano, il fiorentino Ennio Foco Sardelli, anch’egli recentemente scomparso ci ricorda come “dimenticare significa perdere l’eredità di una lotta che è ancora inconclusa. Non dimenticare obbliga a comprendere, a smascherare, a continuare quella lotta. Per combattere questo nuovo fascismo non ci saranno i vostri nonni, o i padri dei vostri nonni. Affrontarlo toccherà a voi”.

A noi dunque, prima di tutto, rivolgo queste mie parole affinchè rimangano saldi nella mente gli ispiratori ed i princìpi che hanno contribuito a costruire il sogno di un’Europa unita nello spirito di fratellanza, libera dalle oppressioni, dalla guerra e per fare in modo che questo sogno continui a vivere attraverso le nostre azioni. Ciao Paolo.

Clicca per iscriverti alla newsletter di Giornale Il Referendum e ricevere notifiche di nuovi articoli per e-mail.