Le rivolte dei lavoratori delle miniere illegali in Perù
Il Perù è un paese molto prolifico per l’estrazione dell’oro. Questo metallo attira le mire di molte persone per il suo immenso valore, tanto che affianco alle miniere legali va sempre più aumentando la nascita di miniere illegali, soprattutto nella zona di Madre de Dios, che si trova nel sud-est del Paese.
Le miniere legali o formali sono soggette, ovviamente, a norme molto severe per la responsabilità che hanno nei confronti della società e dell’ambiente e pagano i dovuti tributi all’erario nazionale. Inoltre queste possono essere grandi, medie, piccole o artigianali, dopo che nel 2000 è stata promulgata una legge di formalizzazione e promozione della piccola miniera e della miniera artigianale, proprio per cercare di regolarizzare le attività illegali.
Le miniere illegali invece non sono soggette a nessun tipo di controllo.
Lì lavorano molti poveri che sperano di migliorare la propria qualità della vita.
In queste miniere non si applicano le misure adeguate per la tutela della salute dei lavoratori. Qui lavorano, con paghe molto basse, sia adulti che bambini, quest’ultimi oltre ad aiutare la famiglia con il loro lavoro, cercano di mettere da parte soldi per la loro istruzione.
Non pagando i tributi che dovrebbero essere versati all’erario nazionale contribuiscono alla mancanza in queste zone di opere pubbliche come scuole ed ambulatori ma anche acqua corrente e luce.
Le tecniche di estrazione tra la miniera legale e illegale sono molto simili. Le differenze si trovano, oltre al non avere tecnologie adeguete e all’avanguardia, nel sistema di sicurezza del processo di estrazione.
Nelle miniere legali il terreno viene debitamente preparato e protetto da una menbrana per evitare infiltrazioni nel terreno e di conseguenza nelle falde acquifere.
Le miniere illegali non proteggono in maniera adeguata il terreno e utilizzano sostanze come il cianuro e il mercurio che sono altamente pericolose per i lavoratori e per l’ambiente.
Secondo Antonio Brack, che ha girato alcuni documentari su questo argomento, fino ad oggi a causa delle miniere illegali c’è stata la distruzione di 6000 ettari di bosco. Ogni anno vengono distrutti 400 ettari di bosco, cosa che altera molto l’ambiente circostante come il flusso dei fiumi, compromettendo la fauna acquatica e terrestre nonché la salute della popolazione.
Il 47% del territorio di Madre de Dios è terra protetta. Infatti vi è in questa zona una grande riserva naturale, la Tambopata, che contiene centinaia di specie protette sia per quanto riguarda la fauna che la flora. Le miniere illegali stanno a mano a mano distruggendo questo habitat.
Inoltre molti agricoltori sono in lotta con i lavoratori delle miniere illegali perchè questi con il loro lavoro mettono a rischio l’agricoltura del paese che è molto prospera.
Il governo che ha sempre chiuso un occhio nei confronti delle miniere illegali sta adesso prendendo provvedimenti molto duri.
Infatti è stata varata una legge che colpisce duramente chi finanzia queste miniere ma anche i lavoratori che possono addirittura essere incarcerati.
Questi provvedimenti che tendono alla salvaguardia dell’ambiente e delle miniere che sono legali non prevedono alcuna forma di sostegno per i lavoratori delle miniere illegali, che sono molto poveri.
Ed è per questo che, soprattutto a Madre de Dios, che è la zona che comprende il maggior numero di questi lavoratori, sono iniziate manifestazioni violente e scontri con le forze dell’ordine da parte dei lavoratori delle miniere illegali.
Finora si sono registrati tre morti e più di trenta feriti.
A Madre de Dios questi minatori irregolari continuano con blocchi e manifestazioni ai quali si sono uniti anche i lavoratori irregolari delle altre regioni.











