Pubblicato il: dom, mar 11th, 2012

Pensieri su.. ''Claude Izner – La donna del Père-Lachaise''

di Matteo Molon

l'azzeccatissima copertina del libro

Claude Izner è lo pseudonimo che unisce i nomi della sorelle Liliane Korb (Parigi, 1940) e Laurence (Parigi, 1951) nella pubblicazione di vari libri gialli, tra cui questo, ai quali fa da sfondo un’immaginifica Parigi di fine ’800, perfettamente descritta nei suoi dettagli.

La storia narra le indagini su un cruento e misterioso delitto, svolte da Victor Legris, perso nella profonda attrazione per la pittrice Taša, lui, di professione librario assorto lungo la Senna, lei, profumo di tramonti magenta e tenui albe, del 1890.

Immersi nella Belle Époque, questi protagonisti si muoveranno lascivi e furtivi fra le strade piene di vita, gente e vivacità umana, strade dalla inoltre spiccata natura intellettuale, nei luoghi dove si svolgono le scene più leggere e passionali: caffé, librerie, gallerie d’arte, locande.

E’ la stessa Parigi nel suo complesso, alla fine, a prendere tinte di rubino e celesti diamanti, intarsianti una sottile stoffa che dimostra tutta la poeticità della città francese in questo periodo storico, ogni angolo, nonostante la fatiche della vita quotidiana, è potenza del volercela fare e di aperta fiducia nel futuro, intrinseche nel carattere dei personaggi principali.

Sfacciatamente vintage, come si può comprendere, le pagine per la ricchezza di dettagli e descrizioni, chiare e ben rese, riescono a fare immaginare il grandissimo numero di scene e avvenimenti, nell’incessante proseguire di inaspettati colpi di scena. L’attenzione, il sospirare, e la suspense suscitate sono sempre altissime, di qualsiasi colore siano state tinte dalle scrittrici, o vengano tinte nell’attimo dal lettore.

L’immaginazione espressa dal libro, coadiuvata con quella del lettore, riescono a far vivere appassionatamente un film letterario, d’una qualità e d’un fascino che poche altre volte s’è potuto ammirare, ad esempio, nelle produzioni hollywoodiane, il ricordo va al Padrino, per citarne una del passato, e The Killer Inside Me, per citarne una contemporanea.

L’eleganza è a fare inoltre da padrona, ma non di signora, bensì di ragazza, è la forza giovanile quella espressa, la forza della idee giovani, sanguigne, che non si fermano davanti a niente, elegantemente spregiudicate.

le due sorelle scrittrici

L’idea forte del racconto ha origine proprio qui, l’idea che fa la differenza rispetto ad altre opere simili: sapere rendere fantasie ed energie d’un tempo storico creativissimo, ma passato, attuali. Vivere quell’epoca, avendo la progressiva consapevolezza che tale letterario, artistico amor di vita possa essere vissuto ancora oggi, e migliorato. Un’occasione per fare il punto della situazione, riprendendo in mano ciò che s’era lasciato erroneamente nel cassetto del scrivania, e puntare verso nuovi orizzonti creativi e stilistici.

Eh, lo stile, la classe di cui è imperniato questo libro è un fascino che non lascia scampo, prende, fa sentir il toccar dei lunghi capelli e bacia senza diritto di replica, senza possibilità di dir ulteriore parola.

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