Kenya: omosessuali e politica
Il Kenya è uno Stato dell’Africa Orientale che, a tutt’ora, punisce l’omosessualità maschile con la reclusione in prigione anche per parecchi anni.
L’omosessualità è considerata da molti un orientamento sessuale inaccettabile, e la componente omofoba in Kenya si fa sentire eccome, considerando anche l’influenza della forte componente religiosa presente.
Le sezioni 162 e 165 del Codice Penale, inoltre, criminalizzano il comportamento omosessuale ed il tentativo di comportamento omosessuale tra maschi, riferito come “conoscenza carnale contro l’ordine della natura” e ne stabiliscono la punizione. La pena prevista è un’ammenda e dai 5 ai 14 anni di carcere. Curioso come questo trattamento sia riservato solamente agli uomini gay, il lesbismo infatti non è considerato reato e non viene punito.
A dare uno scossone a questa situazione socio-politica omofoba ci pensano due giovani ragazzi omosessuali, il trentottenne David Kuria Mbote e il ventiseienne Denis Nzioka.
David è il direttore della Coalizione Gay e Lesbica del Kenya ed aspira ad essere eletto senatore per il distretto di Kiambu. Il suo programma elettorale si basa essenzialmente su quattro punti fondamentali che vogliono contrastare quattro problematiche del distretto africano di Kiambu, se non di tutto il Kenya: la diminuzione della produttività dei sempre più piccoli terreni coltivati (“dobbiamo cambiare il modo di coltivare, ma prima di tutto dobbiamo cambiare il modo di votare!”), la povertà e la disoccupazione, soprattutto giovanile (“non sarà facile ma vi prometto che dedicherò il mio tempo adoperandomi per risolvere il problema, io sono l’unico candidato che non ha altri interessi contrastanti”), far rispettare i diritti umani (“solo una persona che può dedicare il 100% del proprio tempo a questo e che ha avuto un passato lavorativo sui diritti umani può mantenere la promessa”) e migliorare la visibilità dello Kiambu nell’economia globale (“dobbiamo diventare un rinomato centro globale per servizi e opportunità di business, questo non solo per migliorare il rendimento della nostra terra ma anche per aumentare le possibilità di occupazione per il nostro popolo”).
http://senatorkuria.wordpress.com/2011/08/13/who-is-david-kuria-mbote/
Nel corso della sua campagna elettorale però non fa riferimenti espliciti alla propria omosessualità e spiega così la sua scelta in merito: “In molti mi hanno dissuaso dal parlare esplicitamente della mia omosessualità: gli etero mi dicono che se lo facessi potrei dare l’impressione di essere parziale; la comunità gay preferisce che io ponga l’accento sulla qualità del lavoro da fare, piuttosto che sul mio orientamento sessuale. L’idea è che sia eletto senatore un gay e non che un gay venga eletto al Senato. Molti politici ritengono che la mia candidatura non sia seria e credono, probabilmente, che desidero solo dare maggiore visibilità alla lotta per i diritti delle persone LGBT. Il risultato è che posso avvicinarmi alla gente senza quell’opposizione e sfiducia che dovrei affrontare in caso contrario. Ma la situazione cambierà presto”.
Diversa la situazione per Denis Nzioka. Denis è il portavoce di una famosissima organizzazione keniana per i diritti dei gay, la Gay Kenya Trust e attualmente sta lavorando alla sua campagna elettorale. Denis aspira infatti a diventare il presidente del proprio paese ed ha già formalizzato la sua candidatura alle prossime elezioni presidenziali, che si celebreranno tra il dicembre 2012 e il marzo 2013.
Le difficoltà da superare per Denis non saranno poche, subito a partire dalla Costituzione del Kenya che impedisce a chi ha meno di 35 anni di essere eletti presidente. Per ovviare a tele ostacolo Denis, che non si dà mai per vinto, sta cercando di stringere alleanze con altri candidati presenti per poi diventare vicepresidente e avere in qualche modo ancora voce in capitolo. I suoi principali obiettivi sono quelli di rendere visibile la diversità sessuale sulla scena politica, rappresentare la gioventù del suo paese e i collettivi sociali più discriminati, combattere povertà e diseguaglianze.
Nzioka è stato spesso vittima dell’omofobia che aleggia nel continente Africano e ha provato sulla propria pelle la bruciante sensazione dell’umiliazione pubblica con insulti e minacce di violenza.
Conscio di avere scarse possibilità di successo, ma pieno di forza di volontà ed entusiasmo, Denis lancia una sfida al Kenya e all’Africa intera: “Il fatto che io mi candidi e che non nasconda la mia omosessualità è già un atto importante in sé: la gente sarà costretta a pensarci e questo costituirà già una vittoria”.
In bocca al lupo David e Denis!












