Pubblicato il: mar, mar 6th, 2012

Lega Nord? No, Lega Snob!

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Di Sergio Zuppiroli

 Il leader della Lega non smette di sorprendere. Dopo aver attaccato diverse volte l’ex alleato B. ora sembra avercela col nuovo premier. In realtà non è mai corso buon sangue tra il leader padano e quello “europeo”. Analizzando meglio la situazione però si evince che l’odio è stato espresso in maniera univoca. Monti, infatti, non ha mai dato molto peso alla Lega, non facendo mai rifermenti diretti a essa o al suo capogruppo. Potremmo, invece, dire che sicuramente Bossi l’ha fatto per entrambi vista la quantità di attacchi sferrata negli ultimi tempi.

L’ultimo gesto di sfida, così visto dall’onorevole Bossi, è l’imposizione dell’inno nazionale, “Fratelli d’Italia”, in tutte le scuole che a breve entrerà in vigore. Tutto il suo sdegno, Il leader del Carroccio, l’ha esternato a Piacenza, dove veniva presentata la candidatura a sindaco di Massimo Polledri. Durante quest’evento, infatti, ha tenuto una specie di comizio elettorale, auspicando appunto che i suoi figli non dovessero mai abbassarsi a cantare quella così brutta canzone, che rispecchia soltanto la nostra Nazione, ma il Bossi momento non è finito qua. La sparata più grande è uscita poco dopo. “Dopo il 2013 Mario Monti rischia la vita perché il Nord lo farà fuori”. Una potenziale turista che passa per l’Italia e sente una frase del genere, sicuramente penserebbe che l’uscita sia stata detta in modo scherzoso, o comunque da intendersi politicamente parlando. Lo stesso turista non conoscendo il soggetto, non si porrebbe neanche il problema della realtà della frase usata dal Senatùr. Ma la realtà, come il grande cinema c’insegna, supera sempre la fantasia e a volte, come in questo caso, anche tramite la follia. Follia pura, si può parlare solo di questo. Non si era mai sentito che un leader politico, “minacciasse” la morte fisica del suo oppositore per eccellenza. O meglio dire, si era visto ma non in tempo di democrazia, anche se sempre di poca democrazia si parla.

Partiamo dal primo punto, l’Inno a scuola. Nella maggior parte degli Stati Moderni, si parla di patriottismo, di unità e di fierezza del proprio popolo. Il grande stato nazionale. Primo esempio da prendere in considerazione, gli USA. L’Inno, infatti, è suonato sempre, in ogni partita di qualsiasi sport e di qualsiasi grado d’importanza, oltre che essere ovviamente fatto imparare a scuola, e ripetuto in concreto ogni pranzo. Bisogna contare anche la “giornata dell’indipendenza”, il 4 luglio, vissuta, sentita e celebrata. Il nostro patriottismo sì è visto maggiormente per il 150° anno di Unità, è vero, ma comunque credo che tutti gli italiani si sentano comunque molto legati, alla Bandiera, allo Stato, alla Penisola insomma all’Italia. Ci si deve ,quindi, ritenere insultati da questa affermazione.

La seconda questione, invece, riesce a essere ancora più grave della prima, se non si conoscesse il personaggio almeno. Conoscendo il leader e le sue assurde esternazioni passate, e quelle dei suoi seguaci, ci si è praticamente fatta l’abitudine. E’ assurdo come l’essere umano riesca ad abituarsi alle peggiori situazioni. In nessun altro Stato europeo si lascerebbe passare una provocazione di questo genere. In Italia, invece, ci si sente in dovere di esagerare, di alzare sempre di più il limite: delle affermazioni, dei gesti e del coraggio dell’odierna Politica (già trattato in altri articoli dal sottoscritto).

Se è vero che ogni popolo ha il rappresentante che si merita, la domanda da porsi, in questo momento è: meglio un leader non scelto ma almeno avente comportamenti consoni alla posizione assegnatagli, o i leader passati scelti ma indegni di rappresentarci perfino davanti ad una Tribù all’età dell’Homo Sapiens? Il nostro destino è così cupo da aver bisogno di figure suggeriteci da altri Stati più “maturi”, facendoci capire che Noi Italiani non riusciamo ad essere credibili in maniera autonoma?

Le prossime elezioni, sempre se ci saranno, dichiareranno il nostro grado di maturità elettorale nel scegliere i nostri politici. Si deve sperare di riuscire a passare questo grande esame, questo esame posto dall’Unione Europea, la nostra scuola, dove abbiamo scelto noi di iscriverci e dove ora dobbiamo, a quanto pare, meritarci il banco.

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