Fukushima ancora a rischio, un anno dopo la catastrofe
di Gerardo Canteri
La centrale nuclerare Dai-ichi di Fukushima è ancora vulnerabile ad un disastro a quasi un anno dalla catastrofe che costrinse oltre 70 mila persone ad abbandonare le proprie abitazioni.
Lo rivela in una rara intervista Takeshi Takahashi, il responsabile dell’impianto, il quale ha fatto sapere che i tre reattori sono sotto controllo ma ancora suscettibili ad eventuali terremoti.
“Nell’impianto ci sono ancora strutture dove la radioattività è ancora estremamente alta” ha aggiunto.
Durante la visita che ha condotto il signor Takeshi per alcuni giornalisti, egli ha voluto precisare quanto siano ancora distanti dal ripristinare la stabilità e la sicurezza della centrale.
Chiunque voglia visitare l’impianto di Dai-ichi è obbligato a prendere particolari precauzioni contro le radiazioni. Un vecchio campo da calcio vicino alla struttura è stato convertito in una sorta di base per le operazioni, dove ci si prepara per l’ingresso negli ambienti ancora radioattivi. Dopo essersi attrezzati con maschere ed abbigliamento anti-radioattivo, ci si imbarca su un bus coperto di vinile il quale porta “i visitatori” all’impianto, distante una ventina di chilometri. Già a qualche centinaio di metri dall’ingresso i dosimetri segnalano un alto livello di radioattività.
Il celebre corrispondente estero del Times Richard Lloyd Parry era presente nella visita di ieri ed ha così descritto il luogo: “Dopo un anno dal disastro il panorama è lo stesso che abbiamo visto tutti in televisione dopo il disastro. Solo gli edifici contenenti i reattori n.3 e n.4 sono leggermente cambiati rispetto a dopo le esplosioni che li hanno fatti in parte collassare. Sul lungomare dozzine di auto, furgoni e camion si trovano ancora dove sono stati scaricati dalle acque. I livelli ancora molto alti di radioattività costringono i coraggiosi lavoratori incaricati alla messa in sicurezza dell’impianto ad un lavoro duro e lungo.”
E non è tutto. Dopo le dichiarazioni di ieri, infatti, altra carne è stata messa sul fuoco.
Nella giornata odierna è uscito un rapporto indipendente non ancora smentito, dove si documentano le ipotesi che prese in considerazione il governo durante la catastrofe di un anno fa. Tra 400 pagine del rapporto, spicca la drammatica eventualità di evacuare Tokyo. Sembra, infatti, che il governo temeva una serie di esplosioni a catena nei cinque impianti nucleari attorno alla capitale nipponica.
Questa notizia ha fatto rapidamente il giro del Paese, generando grande inquietudine tra la popolazione, consapevoli del rischio corso allora. Ovviamente si aspettano risposte dalle autorità, visto che il rapporto non è ufficiale.
Ad ogni modo, a un anno di distanza dal disastro, i problemi a Fukushima ci sono ancora, e si fanno sentire.











