Il farmaco naturale: le verità sulla fitoterapia
L’arte di curarsi sfruttando le proprietà benefiche delle piante è antichissima e affonda le sue radici nella medicina empirica. Attraverso l’osservazione degli effetti che le piante avevano sull’uomo si è arrivati alla scoperta dei principi attivi, sostanze presenti al loro interno alle quali si deve l’attività terapeutica della specifica specie e compartimento vegetale.
La fitoterapia si occupa del complesso di sostanze che si trovano nella pianta, chiamate fitocomplesso, che è l’insieme delle sostanze farmacologiche attive e non. Parlare di fitocomplesso è diverso dal parlare di sostanza pura, che rientra invece nel campo della farmacologia (si occupa dei farmaci di sintesi).
Dalla pianta medicinale, utilizzata a scopo terapeutico, si ricavano le droghe, ovvero parti di pianta utilizzate in quanto contengono una maggiore concentrazione di principi attivi di interesse terapeutico.
La fitoterapia rientra dunque a far parte della medicina ufficiale o è classificata come medicina alternativa?
La medicina ufficiale, allopatica, si basa sul concetto che il medicamento deve contrastare la malattia a livello patogenico o sintomatologico, deve far sparire quindi la patologia o i sintomi dovuti alla patologia, curando uno specifico organo. Ad essa si contrappone la medicina omeopatica, che si basa sul concetto di similia similibus curentur (i simili si curino con i simili). Il metodo terapeutico consiste nel trattare le malattie mediante la somministrazione di sostanze in grado di provocare nell’uomo sintomi simili a quelli che si vogliono combattere. La medicina alternativa si pone l’obiettivo di curare l’organismo nel suo insieme, come l’agopuntura, la chiroterapia o l’omeopatia stessa.
La fitoterapia è la prevenzione e/o la cura delle malattie mediante la somministrazione di medicamenti vegetali. Utilizza vere e proprie sostanze chimiche, farmacologicamente attive, presenti in natura. È mirata e cura un singolo organo. Segue quindi l’impronta della medicina ufficiale con l’unica differenza che utilizza fitocomplessi anzi che farmaci di sintesi. Nonostante ciò dal punto di vista legislativo in Italia non viene riconosciuta come medicina ufficiale ma è inserita nell’elenco delle medicine alternative. È definita anche medicina complementare in quanto si affianca alla medicina ufficiale nel trattamento delle patologie.
Non bisogna però dimenticare che “naturale” non è sinonimo di “mancanza di tossicità”. Una delle ragioni del sempre maggiore ricorso del pubblico a rimedi vegetali come sostituti o in associazione ai farmaci convenzionali è l’idea che essendo naturali siano anche innocui. Niente di più errato. Sono infatti possibili effetti collaterali immediati o a lungo termine, allergie, fotosensibilizzazioni e interazioni di diverso tipo: tra droghe vegetali, tra droga e cibo e interazioni tra droga e farmaco.
Quest’ultima possibile interazione è assai frequente per una serie di motivi. Per prima cosa per la mancanza di adeguate istruzioni per l’uso sulle confezioni degli integratori alimentari a base di erbe, considerando poi l’aumento della popolazione anziana spesso sottoposta a poli terapia (assunzione di più farmaci insieme, ad es. farmaco antiaggregante e farmaco ipertensivo) e concludendo con la cattiva abitudine dell’automedicazione. È documentato infatti che più del 30% dei pazienti assume contemporaneamente a terapie farmacologiche dei fitoterapici e che il 70% di questi non informa il medico curante.
Gli effetti indesiderati non sono da sottovalutare, nei casi estremi si può addirittura arrivare ad una ospedalizzazione.
Il rimedio fitoterapico, prima di poter essere commercializzato, deve rispondere a determinati requisiti che ne garantiscano la qualità, l’efficacia e la sicurezza. Si può ricorrere ad essi con cauta tranquillità tenendo sempre presente che si tratta comunque di farmaci, con relativi pro e i contra. È utile anche rivolgersi ad esperti e seguire e richiedere il parere del medico. Assolutamente sconsigliato l’acquisto di sostanze naturali, come d’altronde quello di farmaci di sintesi, via internet.
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