The Tremonti’s Invasion

di Sergio Zuppiroli

Il libro di Tremonti, "Uscita di sicurezza"

Tutto il panorama dell’informazione italiana è stato letteralmente invaso dal clamore mediatico scaturito dall’ultimo libro di Giulio Tremonti. Di conseguenza le ospitate in molte trasmissioni non si sono fatte attendere. La prima trasmissione ad intervistarlo è stata del palinsesto Sky, precisamente lo speciale economia, ovviamente. La durata dell’intervista, però, non ha soddisfatto Tremonti, che a Servizio Pubblico, la trasmissione di Santoro, ha subito apprezzato la maggiore disponibilità di tempo concessagli, superiore alle due ore.

Il libro è intitolato “Uscita di sicurezza”, titolo molto azzeccato vista la tragica situazione che l’Eurozona in primis, e il Mondo intero subito dopo stanno attraversando. Da un ex ministro del Tesoro, protagonista dell’ultimo Governo Berlusconi però, ci si poteva aspettare di tutto tranne che una visione socialista e a tratti filo No Global. Ebbene sì, lo sbigottimento è più che giustificato quando lo stesso Tremonti incalza il discorso affermando che l’attuale finanza è troppo potente e che continuando a sovrastare gli Stati arriverà all’autodistruzione del sistema. Anzi, ne ha anche per il sistema, che a suo avviso, è così sbagliato da non potersi neanche chiamare tale.

L’attacco subito successivo è agli uomini della politica contemporanea che secondo lui sono sempre meno di rilievo, sempre più grigi, insomma inutili. La colpa dell’ultima guerra tra debiti pubblici in atto, lui la attesta totalmente ad Angela Merkel e Nicolas Sarkozy che per primi affermarono, in un meeting comune, la possibilità che uno Stato dell’Europa fallisca. Prima di quell’affermazione non c’era mai stato quel tipo di scheletro nell’armadio.

Nel libro ci sono forti riferimenti alla crisi del ’29 e a come fu risolta. Tremonti abbraccia a pieno il New Deal di Roosevelt che divise le Banche in due tipi, quelle di speculazione e quelle di servizio per la comunità. Così facendo non si rischierebbero più catastrofi come la recente crisi del 2008 messa in atto dai cosìddetti mutui subprime e dai derivati. Tremonti, inoltre, evidenzia che ammonta a un miliardo il numero di contratti di derivati, un miliardo a testa per le principali Banche Americane, ponendo l’accento anche sull’impossibilità di controlli su di essi. L’unica soluzione per l’ex ministro sembra essere proprio questa, regolamentare nuovamente, tornando alle origini, il sistema bancario e il mercato in generale, lasciarlo libero ma regolato.

Giulio Tremonti

In seguito afferma anche che gli Eurobond saranno manna dal cielo per l’Europa, poiché ora, avendo privato gli Stati membri della sovranità monetaria, la libertà di ciascuno per quanto riguarda svalutazione della moneta etc, è impraticabile. Con gli Eurobond invece si avrebbe una grande svolta e una sicurezza in più per tutti gli Stati che garantiscono l’uno per l’altro. Tremonti, inoltre, non è d’accordo sulla recente imposizione alla Grecia, la quale reputa già stata sufficientemente bastonata e cerca di far riflettere sul possibile test effettuato proprio dall’Europa, aspettare appunto di vedere come finisce la questione greca e poi capire se era la scelta giusta oppure no.

Il “nuovo” Tremonti, che auspica la vittoria dei partiti di sinistra e socialisti di tutta l’Europa, come segno di cambiamento, è una novità per tutti, ma stranamente una novità positiva. La visuale di restrizione dell’infinita potenza della finanza, è quella la giusta visuale che tutti i governanti mondiali dovrebbero avere in questo periodo, visto che la crisi odierna è senza dubbio stata causa dalle Banche. II tempo, però, è come sempre il maggiore nemico dell’uomo ed anche in questo caso i provvedimenti non sembrano poter arrivare in qualche mese e quindi ci sarà ancora da sudare freddo guardando cosa succede alla vicinissima Grecia, vicinissima non solo geograficamente parlando, purtroppo per noi.

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