Pubblicato il: dom, feb 12th, 2012

L’”animale sociale” sul web: ecco Volunia

di Chiara Gagliardi

Massimo Marchiori

Ogni tanto qualcuno resta e si fa valere. Alla celeberrima “fuga di cervelli” si contrappongono loro, i ricercatori italiani, che pur con pochissimi mezzi rispetto all’estero ogni tanto riescono a farsi conoscere per una scoperta innovativa. E’ il caso di Massimo Marchiori, informatico italiano, oggi professore associato nel Dipartimento di Matematica dell’Università di Padova dopo un passato nella ricerca. Sebbene il suo nome non sia conosciuto quanto quello di Larry Page e Sergej Brin, gli “inventori” di Google, Marchiori fu uno dei ricercatori citati dai due americani nel loro lavoro. A quindici anni da Hyper Search, l’informatico lancia un nuovo progetto tutto italiano, creato insieme a un’equipe di studenti ed ex studenti universitari, dal nome eufonico e morbido: Volunia.

Il progetto è stato subito presentato in grande stile: ai giornali e ai notiziari che ponevano Volunia come una “sfida” a Google, come un’alternativa italiana destinata a soppiantare la matrice americana, Marchiori ha risposto: «Non è così, e sarebbe una follia pensarlo. E’ vero però che negli ultimi anni il concetto di motore di ricerca non è cambiato. Noi abbiamo provato a trovare un’altra direzione». Qual è, quindi, la novità in questo search engine ancora acerbo, ma probabilmente destinato a crescere? Il team di Marchiori ha provato a cambiare la prospettiva di navigazione, a renderla più personale e accessibile: nell’era dei social network, Volunia propone la tecnologia seek and meet, letteralmente “cerca e incontra”. Non solo sarà possibile, infatti, effettuare delle ricerche nel web, ma anche entrare in contatto e condividere interessi con chi ha effettuato navigazioni simili. Volunia, piena di pulsanti colorati e grafiche innovative, riesce a introdursi nel web con l’idea di social browsing, di una vera e propria “socialità di Internet”.

Il sito è attivo dal 6 febbraio 2012: è accessibile, però, solo a pochi “power users”, che servono per testare il motore di ricerca ancora in fase beta. Moltissimi utenti, tra cui la sottoscritta, hanno inviato la propria mail in attesa della selezione per i privilegiati che proveranno Volunia in anteprima. I commenti da chi è già riuscito ad entrare nel sito, tuttavia, non sono buoni. Alcuni quotidiani nazionali riportano le prime impressioni e fanno emergere alcune falle nel sistema: c’è chi si lamenta dei troppi bottoni e della grafica un po’ confusionaria, ma il problema più grande sembra riguardare la metodologia di ricerca, basata sul dominio del sito in questione e non sulle parole chiave contenute in esso. Così, i risultati sono pochissimi in confronto a quelli dati da Google o Virgilio, e le prime pagine consigliate non sono mai quelle ricercate: i link non vengono ordinati, ma compaiono in maniera casuale.

Logo di Volunia

Molto apprezzate, invece, le mappe di ogni sito che Volunia fornisce prima della navigazione, così da avere un’idea generale, e l’esperienza della community (nonostante siano stati espressi dei timori per la riconoscibilità in Internet: è facilissimo vedere chi naviga e in che sito, a meno di non modificare delle impostazioni di default). Marchiori, a queste critiche, risponde sottolineando come il progetto sia ancora da testare, e annuncia l’introduzione di nuove tecnologie semantiche. In bilico tra l’approvazione e il rifiuto, quindi, attendiamo di provare con mano questa Volunia tanto discussa: certo è che, se funzionasse, l’innovazione farebbe il giro del mondo.

Un motore di ricerca tutto italiano, e per di più creato da studenti e ricercatori dell’Università, in grado di rivoluzionare la comunicazione su Internet. L’aspetto più discutibile, al di là delle superabili difficoltà tecniche, è appunto quello della privacy. Già il filosofo greco Aristotele aveva definito l’uomo un “animale sociale”, concetto che ora sta prepotentemente irrompendo nel mondo del web. Ma è veramente sicuro che tutti possano vedere nome e cognome di chi ha visitato una pagina? Si pensi ad esempio a un sito di download e streaming, oppure a luci rosse. Per ora, aspettiamo l’uscita pubblica di Volunia: se si riuscissero a conciliare socialità e privacy, grafica ed ordine, ricerca e ampliamento, di sicuro il progetto di Marchiori sarà in grado di rivoluzionare il mondo di Internet.

  • http://www.michelemazzali.it Michele

    Mi fa piacere che almeno in questa sede ci si sia liberati delle pesantissime inesattezze che si sono dette su Volunia in questi giorni, anche da parte di grossi quotidiani nazionali (vedi articolo di Giorgio Taverniti che cito in calce).

    Segnalo solo una piccola imprecisione nell’articolo: “il problema più grande sembra riguardare la metodologia di ricerca, basata sul dominio del sito in questione e non sulle parole chiave contenute in esso” – in realtà dai test effettuati pare che i due criteri preponderanti siano la presenza delle keyword nel tag della pagina (per intenderci, il testo che il motore usa da “ancora” per linkare alla pagina) e nel nome di dominio – attenzione, parliamo di “pagine” singole e non di “siti”.

    Restano alcune considerazioni:

    1) l’infelicissima presentazione di Volunia (proiettore non funzionante, solo lingua italiana e chi più ne ha più ne metta) ha contribuito a farne lo zimbello nel campo dei professionisti nel mio settore (SEO, Search Engine Optimization) e di chi si occupa di Web Marketing: all’estero si sono fatti grasse risate, basta dare un’occhiata a Twitter e ai blog del settore;

    2) proprio negli ultimi mesi, Google ha integrato il social network Google+ nella ricerca organica in misura sempre maggiore, rendendo già obsoleta in partenza l’idea di “social search” alla base di Volunia e rendendo profondamente fallace l’affermazione dello stesso Marchiori (“i motori di ricerca sono sempre allo stesso concetto, non è cambiato molto, è un pò più luccicante, però il concetto è quello”), che dimostra poca attenzione nei confronti di ciò che Google, il maggior laboratorio di “ricerca sulla ricerca” al mondo, ha sviluppato e sta sviluppando.

    Vi rimando, per completezza, a due fonti autorevoli quali Giorgio Taverniti e Luca Conti:
    http://seoblog.giorgiotave.it/volunia-disinformazione/1806
    http://www.pandemia.info/2012/02/07/volunia-bocciato-alla-prova-su-strada.html

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