Adolescenti tecnodipendenti: quando il fanatismo tecnologico diventa un pericolo

di Giuseppina Biundo

Per gli adolescenti il termine “tecnologia” vuol dire tutto. L’era in cui viviamo è costellata da strumenti dalle molteplici funzioni, creati da una tecnologia sempre più avanzata, che, con il tempo, ha aumentato le potenzialità dei cervelli elettronici rimpicciolendone le dimensioni.

La tecnologia è entrata nell’ordinario divenendo costume, l’uso maniacale di supporti tecnologici può determinare un’affezione tale da scaturire nella patologia.

Un adolescente italiano su cinque rischia la dipendenza dall’uso di apparecchi elettronici quali computer, videogiochi, cellulari e quant’altro. Tanto che si è addirittura arrivati a parlare di “tecno dipendenza”, dipendenza che può condurre a delle conseguenze anche gravi.

Com’è successo ad Alatri, in provincia di Frosinone, dove un ragazzo, spinto dall’ardente desiderio di avere un iPhone che il padre si è rifiutato di comprare perché dispendioso, ha aggredito il genitore ed ha tentato di accoltellarlo.  Il ragazzo, non ancora maggiorenne, è stato arrestato dai carabinieri dopo essersi avventato anche contro le forze dell’ordine che erano, frattempo, intervenute.

Quello della tecno dipendenza è un fenomeno in forte aumento, che spinge un numero sempre crescente di persone a cadere nella “rete” di una schiavitù psicologica tanto bizzarra quanto pericolosa: il desiderio spasmodico di aggiornarsi continuamente, di essere sempre informati su quanto accade nel mondo virtuale, e di stare al passo con le novità. E forse questo passo, a volte, è più lungo della gamba.

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