“Svolte storiche”: il caso Fiat
di Sara Musiani
Il 2012 ha portato un cambiamento storico, quasi epocale nel mondo della contrattazione del lavoro in Italia; dal 1 Gennaio infatti i lavoratori delle tante fabbriche FIAT nel nostro Paese non sono più soggette al
Contratto Nazionale di Lavoro, bensì al cosiddetto “Contratto di Primo Livello” voluto dal dinamico Amministratore Delegato del Gruppo FIAT, Sergio Marchionne, che è stato al centro di tante polemiche nell’anno appena trascorso.
L’uscita dalla contrattazione collettiva nazionale della FIAT è stata fortemente osteggiata dalla FIOM CGIL – che ora paga questa scelta con l’esclusione dalla rappresentatività all’interno dalle aziende del gruppo - ma diventa comprensibile se si considera l’evidente aumento della mole complessiva di lavoro e di come questo venga ora gestito e distribuito in maniera pericolosamente discrezionale da parte dell’azienda; basti pensare alle 120 ore di straordinario in più all’ anno, alla oggettiva assurdità di poter spostare la pausa pranzo anche alla fine di un turno di lavoro di 8 ore.
Pericolosamente discrezionale diventa la possibilità di pagare i primi tre giorni di malattia e di estendere la settimana lavorativa a 6 giorni – quindi lavorando anche il sabato o la domenica – per esigenze di produzione. A ben guardare, sembrano più palesi vessazioni che cambiamenti innovativi e propulsivi per rilanciare il “motore Italia”, e pare che le donne, ancora una volta, ne facciano le spese più di altri.
In un contratto dove la settimana lavorativa può essere così elastica, dove i premi di risultato si raggiungono in un monte-ore lavorativo che non comprende i permessi per allattamento, per assistenza a famigliari
portatori di handicap, in situazione di non autosufficienza, ecc. ( ex Legge 104/92) è facile intuire come ci si trovi di fronte ad una situazione altamente discriminatoria per le donne lavoratrici di questo settore poiché la gestione del tempo fra lavoro e impegni di cura in famiglia è infatti certamente un “problema” ancora tutto squisitamente femminile.
L’anno che è appena iniziato si preannuncia impegnativo; importante segnale sarebbe mostrare che il cambiamento non sarà solo sulle spalle di chi da sempre porta il peso più grande .











