Pubblicato il: dom, dic 25th, 2011

Ridate il calcio ai tifosi

di Andrea Gentili

Simone Farina, il difensore del Gubbio premiato da Prandelli

C’era una volta il calcio giocato, quello delle domeniche allo stadio, dei colori e delle grandi passioni, il calcio dei pianti e delle emozioni, il calcio degli italiani. C’è oggi il calcio scommesse, quello giocato su Internet, fuori dai campi e già deciso, ancora prima di entrare negli spogliatoi.

C’era il 2006, calciopoli, Moggi e Giraudo, ma anche Facchetti, Della Valle, Galliani, Lotito, gli arbitri contattati per falsare le partite, e otto squadre coinvolte: Juventus, Inter, Milan, Lazio, Fiorentina, Roma, Reggina, Arezzo. C’è oggi il 2011 e scommessopoli, come c’era il 1980 e il 1986, situazioni già proposte, e rispolverate per ben due volte. L’inchiesta comincia nel giugno 2011 e si è svolta in due tranche: sembra che nel mirino della procura di Napoli e della procura di Cremona ci siano praticamente tutte le squadre della serie A 2010/2011 ad eccezione di Udinese, Juventus, Milan e Palermo, e 34 squadre tra Serie B e Lega Pro. L’accusa per le società è di illecito sportivo, e di violazione del divieto di scommettere per i tesserati. In sostanza, sono state intercettate telefonate in cui dirigenti, calciatori ed ex calciatori, preparatori atletici, si accordavano sul risultato delle partite, giorni prima che dovessero essere giocate. L’intento era quello di scommettere online ingenti somme su risultati sicuri.

Sono 11 le partite della scorsa stagione di Serie A indagate: Catania-Chievo 1-1, Genoa-Roma 4-3,  Inter-Lecce 1-0, Fiorentina-Roma 2-2, Brescia-Bologna 3-1, Genoa-Cagliari 0-1, Chievo-Sampdoria 0-0, Chievo-Bologna 2-0, Genoa-Lecce 4-2, Napoli-Sampdoria 4-0, Lecce-Lazio 2-4. In Serie B sono 7, quattro delle quali coinvolgono le due neopromosse in Serie A, l’Atalanta che nelle tre partite truccate ha guadagnato 5 punti, e il Siena che ha vinto l’unica partita che la vede per adesso coinvolta (Siena-Sassuolo 4-0), mentre in Lega Pro spicca il 4-2 rifilato dall’Hellas Verona, promossa poi in Serie B dopo i play-off, al Ravenna. La più divertente tra tutte queste è sicuramente Genoa-Roma 4-3, che costò pure il posto a Ranieri, dove la squadra capitolina si trovava in vantaggio di tre reti per poi venire superata dall’offensiva genoana in soli 40 minuti. Una goduria per chi aveva puntato sull’over, cioè sul risultato finale con più di quattro goal, e se ne è trovati segnati addirittura sette.

Sembra comunque che lo scandalo non si limiti all’ambiente societario: secondo le dichiarazioni del pentito slavo Marjio Crtvak, uno dei membri di una organizzazione criminale slava in grado di alterare le partite dei campionati di mezza Europa, coinvolte nelle scommesse sarebbero addirittura la Camorra e la mafia cinese, le quali si accordavano per dare la possibilità di scommettere via Internet sulle agenzie di Singapore e di incassare le scommesse in Italia, a Napoli. Non solo: la Camorra avrebbe comprato dei bookmakers asiatici, cioè delle agenzie di scommesse, per riuscire a fare in modo che, mediamente un complicato meccanismo, i giocatori potessero giocare contemporaneamente sull’1, sul 2 e sull’X senza perdere di fatto un soldo.

Difficilmente comunque si arriverà a una giustizia, perché giustizia nel calcio non c’è mai stata: e come si potrebbe poi pretenderla, quando più di tre quarti della massima serie del campionato italiano è coinvolta nel truccare le partite? La giustizia è sempre stata monocolore, perché di fatto ha quasi sempre penalizzato, ma non ha mai premiato. L’unico baluardo? La scelta di Prandelli di questo venerdì di convocare in nazionale Simone Farina, difensore del Gubbio, che rifiutò 200.000 euro, pari a più del quadruplo del suo stipendio annuale, per convincere i suoi compagni a truccare la partita di Coppa Italia col Cesena, giocata il 30 Novembre e persa poi per 3 a 0. Farina denunciò la chiamata di Zamperini, suo ex compagno nelle giovanili della Roma, dando così avvio alla seconda fase dell’inchiesta Last Bet.

Buffon intanto si complimenta per la scelta del CT, ma scorda che nel suo passato vanta di essere stato indagato proprio per scommesse sportive illecite. Ma a parte questo piccolo esempio di generosità e di giustizia, le sentenze ufficiali non hanno mai ricompensato chi si è sempre comportato correttamente: partendo da calciopoli 2006, dove lo scudetto assegnato all’Inter, sa di beffa colossale, dato che pure l’Inter di Facchetti era immersa fino al collo nel mercato degli arbitri, e che la Roma, prima tra le squadre non indagate, non ha ricevuto un bel niente. Se poi si vanno a vedere altri atti dell’inchiesta, si scoprirà che pure la Sensi non era completamente all’oscuro, perché erano state intercettate anche sue telefonate molto compromettenti. E così non si è dato nulla nemmeno al Chievo, la prima squadra per ordine di classifica che nel campionato 2005-2006 non aveva fatto nulla di male, e che, forse più delle altre, meritava l’assegnazione dello scudetto a tavolino. Come d’altronde non si è fatto nulla per la “falsa” promozione in Serie A di Atalanta e Siena, entrambe coinvolte in scommessopoli: nessun punto di penalizzazione per il Siena, 6 per l’Atalanta, ma entrambe sono approdate in Serie A, a discapito di chi aveva fatto un campionato più onesto degli altri, come il Padova, arrivato ai finali di play-off con il Novara, ma che poi è rimasto nella serie cadetta.

La combine tra Lione e Dinamo Zagabria

E vogliamo parlare a livello internazionale? Si ricordi solo un Italia-Corea del Sud del 2002, dove gli azzurri furono battuti 2 a 1 dall’arbitro Moreno, e la successiva Spagna-Corea del Sud, finita ai rigori con la vittoria dei coreani ancora grazie all’arbitraggio venduto. Le partite chiaramente non furono rigiocate e nessuna giustizia ci fu per gli italiani e gli spagnoli, se non le due vittorie alle due coppe del mondo successive. È solo di due settimane e mezzo fa poi la terribile truffa avvenuta in Champions League, su cui però l’Uefa di Michel Platini non apre inchiesta: c’era da aspettarselo visto la nazionalità del presidente, che non vorrebbe certo aprire indagini su una squadra francese.

Eppure l’accaduto ha dell’incredibile: a Zagabria, in Croazia, si gioca Dinamo Zagabria-Lione; dall’altra parte ad Amsterdam si sta giocando Ajax-Real Madrid. La Dinamo è già fuori dall’accesso alle fasi eliminatorie della competizione; al Lione invece poco ci manca per uscirne: è terzo, a 3 punti dall’Ajax, con una differenza reti di -4. L’Ajax è invece tranquilla, se la gioca in casa con il Real di Mourinho, ma sa di poter contare sulla sua differenza reti, a +3. Insomma ogni pronostico dà Real Madrid e Ajax sicure al passaggio del turno, a meno di uno sconvolgimento totale, che di fatto avviene: il Lione vince 7 a 1 fuori casa, segnando sei goal in 40 minuti, mentre l’Ajax perde 3 a 0 contro il Real Madrid, complice due reti annullate per fuorigioco inesistenti. Il Lione raggiunge così l’Ajax a 8 punti in classifica, ma data la nuova differenza reti, ora favorevole alla squadra francese, passa il turno. E se sei goal in 40 minuti con la difesa della Dinamo completamente inerte, e due goal regolari annullati all’Ajax non fanno una prova, l’urlo di indignazione sale al cielo quando la telecamera inquadra un difensore della squadra croata fare l’occhiolino e alzare il dito pollice a un attaccante del Lione. Ma anche per l’Ajax, non ci sarà giustizia.

Clicca per iscriverti alla newsletter di Giornale Il Referendum e ricevere notifiche di nuovi articoli per e-mail.