Pubblicato il: lun, dic 19th, 2011

Rivergination: agli italiani un mese per dimenticare otto anni

diStefano Capponi
Emanuela Munerato, Onorevole, tre giorni fa sembrava quasi una combattiva deputata del PCI di altri tempi, quando si è alzata in mezzo alla Camera dei Deputati, che aveva di fronte la Manovra Monti e si accingeva a votarla a maggioranza dei suoi componenti. Infatti, la giovane parlamentare ha indossato una veste da operaia per rivendicare il suo orgoglioso passato, e per evidenziare come l’intervento economico del Governo Monti possa danneggiare le classi più deboli. Ma Emanuela no, non è una comunista: è una verde che più verde non si può, il verde della Lega Nord.

E’ infatti davanti gli occhi di tutti che la Lega, con Maroni felicissimo di essersi liberato del peso Berlusconi (epico il suo volto in una recente conferenza stampa davanti alle parole sull’alleanza “ancora viva” del Presidente del PdL, ed epica la sberla di quest’ultimo davanti a tale faccia schifata), si stia opponendo con ogni forza al Governo in carica e a qualsiasi decisione che imponga dei sacrifici. Nuove tasse? I leghisti non le vogliono, urlano e protestano come scalmanati per il bene dei cittadini. Cambiamenti nel mondo del lavoro? Nemmeno, per aggraziarsi il popolo della sinistra. Pensioni? Non parliamone, il primo Governo Berlusconi era caduto per questo. E’ così che la Lega Nord, tra grida e demagogie, cerca di far dimenticare ai cittadini italici otto anni di Governo (intervallati dalla breve parentesi Prodi) in un mese di tempo, per poi continuare fino a nuove elezioni.

Un’operazione di rinverginamento di cui appunto Roberto Maroni, pronto a essere il leader di una nuova Lega e a mandare a casa il vecchio Umberto, senza però avere avuto prima il coraggio del colpo di Stato contro il boss, è sia il maggior fautore che il maggior stratega. In un attimo, a metà novembre, si sono risolti per lui molti problemi: abbandonare il cadente Governo Berlusconi IV; dare un colpo di grazia al Cerchio Magico; appianare le tensioni all’interno delle correnti leghiste; ritornare la Lega di lotta; non dovere far fronte a manovre terribili economiche; srotolare il tappeto rosso per l’ascesa dell’ex Ministro dell’Interno.

Emanuela Munerato

Ma ce la può fare la Lega a prendere in tal modo in giro gli Italiani, che potrebbero in qualsiasi momento dire: “Ma come fate a protestare, se eravate al Governo fino a due minuti fa”? Sembrerebbe un’operazione quasi impossibile, almeno prima di un lunghissimo periodo di tempo, e di ampissime e innumerevoli figuracce di Monti e i suoi, di mesi e mesi di misure lacrime e sangue. Ma non in Italia.

Secondo i sondaggisti, infatti, la Lega, dopo aver raggiunto il proprio minimo (8%, era al 12% a metà 2010) a fine novembre con la caduta di Berlusconi, sta risalendo, e sta raggiungendo in un solo mese il 9, un punto percentuale che per essere perso aveva necessitato di infiniti voti pro immunità, della difesa della nipote di Mubarak, del voto a manovre pesanti, di innumerevoli passi indietro e di promesse di Pontida mai mantenute. Ciò non solo per i sacrifici imposti da Mario Monti, ma anche per l’emorragia continua del PdL e lo sconquasso nelle alleanze del Centro-Sinistra di Vasto, che si sta demolendo pezzo dopo pezzo, con grande gioia di personaggi del PD come Fioroni, Letta e Gentiloni.

E l’alleanza col PdL? Quella parlamentare ora pare finita. E in caso di nuove elezioni? L’alleanza è solo “momentaneamente terminata”, in attesa che il Popolo della Libertà rinunci a “stare con i comunisti” sostenendo il Governo Monti. E’ ovvio che, in caso di nuove elezioni, il PdL non sia più con il Governo Monti, poiché ciò implicherebbe come base una caduta del Governo stesso. E quindi, quali saranno le novità di questa Lega rinnovata e tornata ai valori del principio, qualcosa di realmente innovativo che ci sarà solo da oggi in poi? L’alleanza col PdL. Magari con Berlusconi candidato premier. Un momento: quella c’era già prima.

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