Pubblicato il: gio, dic 15th, 2011

Spazi di Manovra: proposta più o meno alternativa alla Manovra Monti

di Stefano Capponi 

“Perché non l’avete fatto voi?” ha sbottato Mario Monti, ieri in Parlamento, bloccando per un attimo il suo aplomb anglosassone, e leggermente alzando la sua voce notoriamente calma, quasi robotica. Alle critiche delle parti parlamentari, infatti, il Presidente del Consiglio italiano aveva risposto più volte, che non “c’è e non ci sarà alternativa”, almeno secondo il punto di vista dei Tecnici. Tuttavia, con molta umiltà, i membri del Governo si sono spesso posti in discussione, cercando l’aiuto, i consigli, e in concreto gli emendamenti della politica (basta vedere, ad esempio, nel caso delle modifiche in ambito pensionistico del Ministro del Lavoro Fornero).

Sono state molte le reazioni negative alla manovra, da parte dei politici. Il Pd ha guardato storto le norme sulla pensione, il PdL non dirà mai sì a una manovra con una patrimoniale, Sel ce l’ha, seppur a bassa voce, con la cosiddetta “macelleria sociale”, Idv sta passando all’opposizione, annunciando il suo no e rischiando l’alleanza col CSX, e, tra chi è già all’opposizione, la Lega sbraita demagogicamente, così come i comunisti di Ferrero e la sinistra dell’Opposizione Online, dagli editoriali del Fatto Quotidiano agli status del Popolo Viola, uniti al popolo di destra dall’assoluta mancanza di voglia di pagare qualsiasi cosa. Sicuramente ha ragione il Professor “Supermario”, come è soprannominato, a lamentarsi delle mancanze e delle incoerenze della politica. Ma forse, non ha totalmente ragione sull’alternativa.

Infatti, molte proposte sono arrivate, più o meno realizzabili (ad esempio problemi di realizzabilità si sono avuti sulla ritassazione dei capitali scudati). Bisogna essere certamente esperti di economia per avere delle proposte serie e perfettamente compatibili numericamente con ciò che abbiamo bisogno di risparmiare. Tuttavia, non bisogna essere per forza esperti per porre dei principi, e per buttare giù qualche idea, come si proverà a fare in questo articolo. 

La Proposta di Manovra:

-       Tagli alla politica: 5000 euro  stipendio parlamentari e consiglieri regionali; privilegi esclusivamente legati alla funzione; eliminazione del vitalizio ma blocco della possibilità di elettorato passivo dopo due legislature (per evitare il mercato dei voti per essere rieletti, come correttivo per la morte del vitalizio); riforma istituzionale con diminuzione numero parlamentari (300 alla Camera, 100 al Senato); abbassamento numero massimo consiglieri regionali e provinciali;

-       Eliminazione totale delle province, le cui competenze vanno alle Regioni (creazione in taluni casi di Regioni più piccole);

-       Eliminazione privilegi economici delle Regioni a Statuto Speciale, se non in connessione al mantenimento delle peculiarità linguistiche;

-      Introduzione dell’ICI per i beni immobili della Chiesa che non siano “prevalentemente” e non semplicemente “anche” per fini di utilità sociale;

-       Stipendio massimo di un dirigente pubblico di alto livello: 5000 euro;

-       Mobilità dipendenti P.A.;

-       Eliminazione enti statali e parastatali inutili;

-       Dismissione patrimonio statale, ad eccezione dei beni di importanza culturale e ambientale;

-       Liberalizzazioni (es. campo farmaceutico, tassisti, ecc.) se non per quanto concerne servizi essenziali: attenzione su questo punto per quanto riguarda le aziende speciali, ex municipalizzate;

-    Eliminazione ordini professionali;

-       Fine totale delle pensioni di anzianità: pensione esclusivamente per vecchiaia, per tutti, uomini e donne senza eccezioni, a 65 anni. Bisogna pensare al futuro, e purtroppo, non vi sono i mezzi per fare e avere tutto. La generazione passata ha avuto tanto, mentre la generazione presente, anche per le colpe della prima, avrà gran poco, o forse niente. E’ giusto che adesso le cose cambino, non per un conflitto tra vecchi e giovani a prescindere, ma per un’irrimediabile necessità.

-       Erogazione pensione massima di 3000 euro al mese.

-       Potenziamento accertamento sintetico e regole più forti per quanto riguarda la tracciabilità nel campo della lotta contro l’evasione fiscale;

-       Patrimoniale per i redditi superiori a un tot., improntata fortemente sulla progressività, perché la progressività è equità. Ampio aumento dunque per i redditi più alti;

-       Obbligo pareggio di bilancio stabilito nella Costituzione;

-       Possibilità di scioglimento di una giunta qualora si porti i conti di un ente territoriale di un certo livello in rosso.

La manovra proposta ha delle contromisure e dei punti su cui fare molta attenzione, e sui vi è bisogno di discernere bene le cose per quanto riguarda l’applicazione della stessa (es. dismissioni, liberalizzazioni, eliminazione degli enti inutili). Punta da un lato sui tagli, da un lato sull’aumento della tassazione. Le proposte sopra indicate scontenterebbero molti, di certo, ma come scontenteranno le proposte di Monti e come scontenterebbe qualsiasi proposta che imponesse oggi dei sacrifici per qualcuno. Quello che non c’è in questa proposta sono l’aumento dell’ICI, che non è certo proporzionale all’intero reddito di una persona e dunque non sottoposta a criteri di progressività e dunque di equità come sarebbe invece una patrimoniale, e l’aumento dell’IVA, che colpirebbe i consumi, ed essa totalmente sottratta a qualsiasi concetto di progressività.

Alle cose sopra enunciate, tuttavia, bisognerebbe anche aggiungere elementi positivi che vanno in direzione della crescita, nonché dello sviluppo dell’occupazione. Degli esempi potrebbero essere, su quest’ultimo punto, interventi nel campo del lavoro, per quanto concerne da un lato il favorire il rapporto a tempo indeterminato, disincentivando anche fiscalmente i rapporti creanti precarietà; da un lato, nel campo delle assunzioni, fare come ha voluto anche il Governo Monti, e cioè favorire quelle dei giovani: a questo fine si potrebbe stimolare la pratica del credito d’imposta. Certo che proposte come quella del Pd Ichino o di altri sul licenziamento facile o sull’eliminazione dell’art. 18 non aiuterebbero in questo campo. Potrebbe aiutare la crescita e l’investimento degli stranieri in Italia il fatto che nel nostro Paese vi sia anche una giustizia rapida e non fallimentare, al contrario di ora. Bisognerebbe inoltre investire sulla ricerca, soprattutto quella in campo economico, perché se non la si studia, da questa crisi non ci si uscirà davvero mai e poi mai.

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