Pubblicato il: mer, nov 30th, 2011

Elezioni in Repubblica Democratica del Congo

 di Alix Ndembi

Dal prossimo 6 dicembre 2011, i 72 milioni di abitanti della Repubblica Democratica del Congo (anche nota come Congo Belga, Congo-Kinshasa o semplicemente ex Zaire) dovrebbe conoscere il nome del nuovo presidente ma anche quello dei nuovi deputati.

Il discusso Presidente Joseph Kabila

I 32029640 Congolesi ammessi a votare il 28 novembre 2011 scorso hanno potuto esercitare il loro diritto di voto nei 64.000 seggi elettorali disposti in tutto il paese anche se in alcune zone il materiale è arrivato in ritardo, dovuto a volte ad alcuni disordini che hanno preceduto il giorno del voto, e in queste località gli abitanti hanno continuato a votare anche il giorno dopo. Diciamo che la Commissione elettorale nazionale indipendente (CENI) è stato sotto pressione nei giorni che hanno preceduto la distribuzione del materiale elettorale, compresi gli scrutini.

In totale ci sono 11 candidati tra cui il presidente uscente Joseph Kabila che si contendono il posto di Presidente, e quasi 19.000 candidati per i 500 seggi dell’Assemblea nazionale. Se questa è la seconda volta che si organizzano delle elezioni libere in questo paese francofono più popoloso del mondo, da sottolineare che molti osservatori e giornalisti presenti hanno fatto riferimento ad uno svolgimento delle elezioni in un clima caotico, per non dire altro, e proprio la mattina del giorno dopo, il prestigioso quotidiano britanico “The Independent” si interrogava sulla capacità del paese di esorcizzare i suoi vecchi demoni, ponendo la domanda in questo modo: “Il leopardo congolese sarà mai in grado di togliere le sue macchie?

Due giorni prima dell’election-day, uno dei musicista più popolari del paese Ngiama Makanda Noel, più conosciuto dal nome d’artista Werrason ha subito un incidente stradale mentre andava a Bandundu, nella sua regione natale insieme al suo gruppo. Nell’incidente il leader di Wenge Musica Maison Mère si è rotto il braccio destro e altri hanno riportato dei feriti in alcune zone del corpo e fortunatamente non c’è stata nessuna perdita umana. Tuttavia, alcune voci hanno iniziato a circolare, secondo le quali sarebbe stato picchiato o addirittura ucciso. Werrason ha dovuto lasciare il paese perché lo Stato non poteva garantirgli la sicurezza visto che tutti i suoi fan volevano vederlo di persona e assicurarsi che non si trattasse di un colpo di scena o regolamento di conti per questioni politiche visto che in questo paese,la politica va da pari con la musica, nel senso che gran parte dei musicisti ed orchestri fanno propaganda per alcuni dei vari candidati.

Il cantante Werrason

Ma questo clima si è vissuto anche al di là dei confini della Repubblica Democratica del Congo, in particolare in Occidente, dove la diaspora sta facendo sentire anche la sua voce. Nei giorni scorsi uno dei rappresentati del governo congolese inviato in missione in Spagna, ha trovato la morte in un ospedale spagnolo, in seguito alle ferite riportate dopo essere stato picchiato selvaggiamente a Barcellona da un gruppo dei Conglesi della dispora che si fanno chiamare “Combatant”. L’ultimo in atto è stata poi la “gaffe” commesso da Sylvain Attal, esperto delle questioni internazionali dell’emittente francese “France 24” che accusava per sbaglio i partigiani del presidente dell’ UDPS Ethienne Tsissekedi di stupro e massacri nella parte Est della Repubblica Democratica del Congo. Ricordiamo che Ethienne Tsissekedi è stato l’oppositore storico dell’ex presidente Mobutu ed è uno dei candidati dell’opposizione che si potrebbe considerare come il vero sfidante del presidente uscente, anche se pure  gli altri non sono da sottovalutare. Quella uscita ha provocato la furia congolesi, e l’emittente ha dovuto prendere alcuni procedimenti chiudendo la pagina ufficiale dedicata per queste elezioni dopo aver ricevuto tante minacce e insulti, e prendendo alcune distanze dal giornalista che tra l’altro si è scusato pubblicamente.

E come succede proprio in molti paesi africani dove le contestazioni o sospetti brogli non mancano quasi mai, ci 4 candidati dell’opposizione che hanno chiesto l’annullamento di entrambe le elezioni presidenziali e parlamentari di lunedì, tra di loro troviamo Vital Kamerhe ex braccio destro del presidente uscente , Kengo Wa Dondo, l’attuale presidente dell’Assemblea, Mbusa Nyamwisi e Adam Bombolé.

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