Pubblicato il: dom, ott 30th, 2011

L'Alba del Pianeta delle Scimmie: implosione di una specie

di Matteo Molon

La locandina del film

L’Alba del Pianeta delle Scimmie narra i fatti antecedenti al primo, famoso, film, il Pianeta delle Scimmie, e con qualche, pur fondamentale, differenza diviene una ripartenza più che un antefatto, un prequel.

Cesare è il nome dello scimpanzè che guiderà l’evoluzione-rivoluzione dei suoi simili, la storia spiega in che modo un’umanità possa eclissarsi con le proprie mani e un’altra possa nascere, se per umanità intendiamo esseri viventi che sanno provare affetto.

A seguito di un esperimento per la ricerca di una cura contro l’alzheimer, viene prodotta una sostanza capace di aumentare invece le facoltà intellettive delle scimmie, animali sui cui viene testato il farmaco sperimentale. Lo scimpanzé viene cresciuto dal giovane scienziato Will, uno dei ricercatori, che lo porta a casa evitando così la soppressione, e mostra fin da piccolo grandi facoltà cognitive, addirittura maggiori rispetto alla controparte umana della stessa età. Will lo alleva come un figlio, tanto che nasce un sincero e fortissimo affetto tra i due, uno strettissimo legame che dimostra come ciò che si prova non ha barriere, né di specie né fisiche, se non solamente mentali. Si sviluppa di conseguenza dentro la giovane scimmia la voglia di libertà e d’indipendenza, una vita vera per lui e quelli come lui, nei quali ritrova maggiormente affetto e identità, in contrapposizione a un genere umano egoista, freddo e malvagio, una bestia celata, e a volte nemmeno tanto.

La tematica affettiva viene trattata nel rapporto padre-figlio, tra Will e Cesare, pure nel seguente senso: il primo, non riuscendo a proteggere il secondo, lo fa sentire tradito, e ciò gli permette di comprendere così che nell’umanità alberga più il lato brutale che quello buono, la maggioranza delle persone è cupa e sa poco del vivere alla luce del sole, perciò vale la pena combattere per la propria specie e non pensare ad altro.Si genera qui la classica frattura del figlio che taglia di netto i rapporti col genitore/coi genitori, poiché capisce la propria strada essere lontana, lontana immensamente dal mondo morale da lui/loro rappresentato. Unicamente in questo modo potranno prendere vera forma e potenza il coraggio e la forza; non si avrebbero dunque, in caso contrario, gli strumenti per vincere la lotta per la sopravvivenza, motivo della fine della specie umana, soccombente sotto la propria ignoranza.

Cesare possiede il nome degli imperatori romani, e pare uno di loro, l’accorato e impetuoso ”No!” che grida in una sequenza del film ne è la prova, è il termine che potrebbe riassumere l’intera opera, una vittoria, una vendetta e una rivincita.

Uno spezzone del film

Capita che un film formato da buoni propositi, da ottimi argomenti, da dettagliate e interessanti caratterizzazioni dei personaggi non riesca però a svilupparli adeguatamente, nel momento cruciale. E’ proprio questo il caso de L’Alba del Pianeta delle Scimmie, giacché le basi vi sono ma non vengono espresse al massimo delle possibilità; l’unica vera critica potrebbe essere proprio questa: dispiace, infatti, al termine della visione, che una pellicola così ben progettata cada senza lo spettacolare, cinematografico, botto finale, nella narrazione della storia. L’errore sta probabilmente nella messa in opera.

Da notare sono infine i riferimenti al primo film, ve ne è più di uno, e vengono utilizzati per collegare cronologicamente le due pellicole.

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