Chi non muore si rivede e chi muore si risente: dopo 20 anni dall'uscita di Nevermind, i Nirvana come presenza costante dagli anni 90 ad oggi
di Giulia Castioni Finetto
Sembra ieri quando Mtv trasmetteva a rotazione “Smells Like Teen Spirit”, decretata all’ unanimità la canzone della cosidetta “generazione X”, riferendosi ovviamente ai ragazzi adolescenti degli anni 90, fra confusione, rabbia e speranze riposte nella musica, quella dei Nirvana.
Kurt Cobain, leader della band, è stato il potavoce delle angosce e del disagio giovanile, reduce da un infanzia travagliata e difficile, in cui ha sofferto molto per la separazione dei genitori, rimanendo imprigionato nel ricordo di quel bambino triste e malinconico senza mamma e papà. L’ 8 Aprile 1994 fu trovato morto nella sua casa di Seattle, suicidatosi con un colpo di fucile.
Ma chi era veramente Kurt Cobain? E ,soprattutto, è stato davvero un suicidio?
Durante il corso degli anni sono nate molte teorie al riguardo, c’ è chi dice che sia stata la moglie Courtney Love, al tempo leader del gruppo Hole, a pagare un sicario per uccidere il marito Kurt. Cobain nell’ ultimo periodo era totalmente schiavo dell’ eroina, non aveva più la forza per andare avanti, era stremato dal successo che aveva sempre odiato e rifiutato, tutti lo amavano e tutti lo veneravano, mentre il suo sogno era quello di dormire per sempre. Diceva di avere un dolore persistente allo stomaco, non poteva mangiare, nessuno riusciva a colmare il vuoto lasciato dai genitori che lo avevano abbandonato. Kurt era fragile e pessimista, non aveva speranze per il futuro, non aveva intenzione di fare carriera.
Il 24 Settembre 1991 esce Nevermind, il disco piu famoso della band. L’album è diventato un “cult” per i fan della musica grunge, un vero e proprio inno contro il perbenismo, i mass media e l’ipocrisia. A vent’anni dall’uscita di Nevermind, il ricordo è ancora forte e indelebile per chi quegli anni li ha davvero vissuti fino in fondo, i più fortunati hanno avuto l’onore di vedere live i Nirvana in Italia poco tempo prima che Kurt morisse. Pochi giorni dopo la sua morte, la moglie Courtney lesse davanti a una folla immensa la lettera che Kurt aveva scritto poco prima di morire. Tutto il mondo piangeva, i fan erano come impazziti, si sentivano persi senza il loro idolo, alcuni addirittura si uccisero, sperando di ritrovarsi con lui da qualche parte, in un posto migliore.
Cobain ha una bambina, Frances Bean, avuta da Courtney Love. Ora Frances ha 19 anni, assomiglia in modo impressionante a Kurt e indossa spesso una vecchia t shirt dei Nirvana. Avrà pochi ricordi del papà, ma questo non importa, non deve fare altro che mettere un disco, lasciarsi trasportare dalla musica e sorridere.
Il disco Nevermind ha venduto più di 25 milioni di copie in tutto il mondo, ed è annoverato fra i migliori album discografici di ogni epoca. L’album si trova al 17 posto della “lista dei 500 migliori dischi secondo Rolling Stone”. Un successo davvero planetario, che sembrava non dovesse finire mai. Tutti infatti desideravano essere al posto di Kurt, eccetto che lui. Quando saliva sul palco e non c’ erano emozioni, né adrenalina, era finita.
“ E’ meglio bruciare in fretta che spegnersi lentamente” scriveva Kurt, chiudendo così la sua lettera di addio al mondo. È diventato un mito, un’icona del rock, tutto ciò da cui scappava. Ma non poteva essere altrimenti.
RIP Kurt.












