Pubblicato il: mar, set 6th, 2011

Intervista a Rosy Bindi, presidente del Partito Democratico

di Serena Santoro e Edoardo Poli

Rosy Bindi, presidente del Partito Democratico

La sua dichiarazione sulla Chiesa come grande patrimonio di ricchezza per l’Italia, non pensa che abbia fatto perdere al PD alcuni elettori? Perché è pur sempre costituito da una metà laica.

I laici che stanno dentro al PD, o ritengono che la Chiesa sia una grande ricchezza, o devono cambiare partito. Nel Partito Democratico non c’è spazio né per i clericali né per gli anticlericali.

Si tratta di esenzioni, di privilegi.

Io non ho detto che la Chiesa debba avere dei privilegi. Ho detto che è giusto che la Chiesa, così come tutte le altre organizzazioni che svolgono attività assistenziali e caritative, non paghi l’ICI in quegli immobili che sono destinati a queste finalità. Non solo la Chiesa Cattolica, quella Valdese, ma anche le associazioni laiche, non religiose. L’ICI viene pagato non i base al proprietario dell’immobile, ma in base alla destinazione dell’immobile, credo sia un principio intangibile. Penso che a ribellarsi, se venisse tolta questa regola, non sarebbe solo la Chiesa, sarebbe anche tutto l’associazionismo laico, che svolge attività di assistenza.

Sono stati quindi i media ad aver strumentalizzato la sua frase?

Semplicemente è stato riportato soltanto un pezzo della mia dichiarazione. Ho anche aggiunto che quegli immobili che svolgono attività commerciale, a prescindere dal fatto che siano della Chiesa o di qualcun altro, devono pagare l’ICI.

E l’iniziativa dei radicali?

L’iniziativa dei radicali non la condivido, perché loro negano il principio, negano il valore del fatto che un bene destinato ad attività caritativa non debba pagare l’ICI.

Pensa che l’elettorato del PD sia in linea con quest’idea?

Assolutamente sì.

Il referendum sul Porcellum ha portato ad un contrasto tra il PD e l’Italia dei Valori, i dalemiani hanno ritirato la loro prima proposta referendaria, in quanto i veltroniani avevano proposto una diversa iniziativa referendaria, quest’ultima ha trovato appoggio ufficiale dal leader Idv. Mentre il PD come partito non appoggia ufficialmente nessun referendum. Di Pietro infatti aveva dichiarato: “Il problema non è quante volte parla con Bersani, ma quante volte Bersani lo ascolta.” Ci sono dei punti che sono di contrato tra PD e Italia dei Valori, dei punti di differenza? 1

Ma forse è bene che ci siano dei punti di differenza. Io ho firmato per il referendum, ma penso che sia sbagliato che un partito promuova un referendum, perché questo è uno strumento dei cittadini e non dei partiti. I partiti devono presentare le leggi in parlamento, come noi abbiamo fatto.

E’ semplicemente quella la motivazione, non lo scontro tra dalemiani e veltroniani?

Questa è un’impressione sua. Noi abbiamo presentato tutti uniti, votando all’unanimità un progetto di legge elettorale, faremo la nostra battaglia per approvarla in Parlamento, molti di noi stanno firmando per il referendum, perché lo considerano un strumento di pressione perché il Parlamento cambi la legge elettorale.

Il PD è stato spesso accusato di una leadership debole. Non c’è ancora una posizione unitaria sul referendum.

Ma perché i partiti non devono fare i referendari. L’importante è che il Partito Democratico abbia trovato una posizione unica, unitaria, unanime addirittura, sul progetto di legge elettorale. Io ho firmato per il referendum non perché sono presidente del PD, ma perché sono Rosy Bindi, sono iscritta alle liste elettorali.

Quindi non è una questione di compattezza, è solamente un’idea di visione del referendum come strumento dei cittadini?

Esattamente.

Anche perché il terzo polo aveva dichiarato che se voi appoggiavate unitariamente l’abrogazione del Porcellum con il ritorno del Mattarellum non vi sarebbe stata alleanza.

Il terzo polo non vuole il Mattarellum, noi usiamo il referendum non tanto per il contenuto del referendum stesso, quanto come arma per convincere il Parlamento a fare una nuova legge elettorale. La nostra proposta infatti non è il Mattarellum.

Dall’esterno il vostro non schieramento può sembrare il timore che il terzo polo non si possa alleare con voi. Potrebbe passare l’idea di un partito strategico che ricerca a tutti i costi alleanze con il terzo polo.

A parte che mi pare che sia una cosa buona cercare di allargare, di costruire un sistema politico che rispecchi il più possibile la volontà dei cittadini. In questo momento la maggioranza degli italiani non vuole Berlusconi, la politica è ancora organizzata secondo una fase che non c’è più; i partiti politici hanno il dovere di organizzarsi in maniera tale da non mandare all’opposizione la maggioranza degli italiani.

Il referendum ha portato alla luce gli scontri tra dalemiani e veltroniani. E poi ci sono i rottamatori. Troppe fazioni per il Pd, non crede?

Ma queste più che domande mi sembrano affermazioni. Sono domande su affermazioni, che dovrei dire, si o no? Dico di no. Ma se lei mi parte dal presupposto che il referendum ha sempre rappresentato lo scontro tra dalemiani e veltroniani. Questa è una sua idea. Tra l’altro Civati e Renzi non sono più la stessa cosa.

Ma molte affermazioni si trasformano in domande però. La politica si basa anche su affermazioni. Io chiedo delle cose che non mi sono personalmente chiare. A proposito, c’è ancora tra le file dei democratici l’idea del papa straniero alla guida della coalizione?

In questo momento, se si va a votare, noi abbiamo come candidato il segretario del PD.

Lei è a favore dell’abrogazione dell’attuale legge elettorale?

Sono a favore dell’abrogazione della legge elettorale, ne vorrei una nuova, più che il Mattarellum vorrei quella che abbiamo presentato noi.

Quali sono i punti migliori del Mattarellum rispetto a quelli del Porcellum?

I collegi uninominali consentono sicuramente un rapporto più diretto tra elettori ed eletti, è un sistema maggioritario senza un premio di maggioranza così sfacciato come per il Porcellum. Poi perché è una legge elettorale che consente agli elettori di scegliere con chiarezza i partiti, i candidati e le coalizioni.

Questa è la soluzione temporanea, lei è d’accordo con la linea del partito circa la nuova legge elettorale o ci sono altre ipotesi?

No, noi abbiamo presentato un disegno di legge. Noi abbiamo proposto una legge elettorale che assegna i seggi in Parlamento al 65% con i collegi uninominali a doppio turno, perché il doppio turno è quello che consente di fare alleanze serenamente, come vediamo nelle comunali. Una parte della quota proporzionale è riservata al diritto di tribuna per quelle forze politiche che non volendo coalizzarsi hanno comunque diritto, oltre una certa soglia di essere rappresentate in Parlamento. L’altro 30% è assegnato in quota proporzionale in maniera tale da consentire non solo a tutti i partiti di essere rappresentati, ma a tutti i territori di potere in qualche modo sentirsi rappresentati direttamente. Ad esempio, non deve più succedere quello che è successo in Sicilia con il Mattarellum, cioè 63 collegi a zero; quindi i siciliani di centrosinistra dovevano essere rappresentati dai toscani di centrosinistra, non dai parlamentari siciliani di centrosinistra.

Per concludere, una sua battuta su Alfano che ha affermato : “Berlusconi sarà ricandidato alle elezioni del 2013”.

Auguri.

1 Per un approfondimento sull’argomento, rimandiamo all’articolo di Serena Tosi Santoro “E se gli stessi politici la chiamano ‘legge Porcellum’ – Sul referendum è divorzio tra Pd e Idv”

Clicca per iscriverti alla newsletter di Giornale Il Referendum e ricevere notifiche di nuovi articoli per e-mail.